Il nostro blog migra sul portale Hypotheses.org

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Il nostro Repertorio di risorse web per la storia e la filosofia è stato accettato dal comitato scientifico di Hypotheses.org e sarà ospitato su una piattaforma internazionale dedicata a blog accademici internazionali di area umanistica e delle scienze sociali.

Hypothèses.org è un portale francese per il blogging di ambito accademico che fa parte del più ampio progetto OpenEdition. Dal 2012 è diventato di portata europea con l’apertura di sezioni in altre lingue (tedesco, spagnolo, portoghese). Il nostro blog è il primo in lingua italiana!

La migrazione dei vecchi post è già stata completata.

Potrete continuare a seguirci al nuovo indirizzo:

http://filstoria.hypotheses.org/

Leggi gli ultimi post pubblicati:

>> Fonti per la storia della Toscana /1 : Le cronache medievali della città di Siena

>> Gli archivi digitali dell’African National Congress

>> Stampa clandestina in Belgio tra le due guerre

>> BeWeb: inventario dei beni storici e artistici delle diocesi italiane

>> Manifesti e fogli volanti del movimento operaio del primo Novecento

L’epistolario di San Carlo Borromeo

Borromeo

A partire dal maggio del 2000 è stato avviato il progetto per l’Edizione Nazionale del Carteggio di San Carlo Borromeo. 

Il progetto si articola lungo due direttrici: la digitalizzazione degli originali conservati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e l’indicizzazione dei loro contenuti.

Fin dall’inizio del XVII secolo la Biblioteca Ambrosiana conserva l’epistolario di Carlo Borromeo (1538-1584), cardinale arcivescovo di Milano. Questo ricco carteggio, fondamentale per la storia culturale europea, si compone di ben 70.000 unità. Almeno altre 30.000 lettere si possono congetturare disperse in biblioteche e archivi di tutto il mondo.

Allo scopo di pubblicare elettronicamente tali lettere nel 1999 è nato l’ente «Edizione Nazionale Carteggio San Carlo Borromeo», per interessamento dell’Accademia di San Carlo e grazie a un finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’ente opera all’interno della Biblioteca Ambrosiana.

Le riproduzioni digitalizzate delle lettere sono consultabili liberamente.

Gli indici comprendono i nomi dei mittenti, dei destinatari, dei luoghi, delle persone citate (con le loro qualifiche) e delle istituzioni civili e religiose. Nella descrizione è sempre segnalata la lingua della lettera, che può essere latino, italiano, spagnolo, portoghese, tedesco o francese. I nomi propri citati negli originali in forma incompleta o inusuale sono stati normalizzati e identificati secondo gli standard attuali.

La ricerca può essere avviata in due maniere. In primo luogo è possibile aprire, nel punto desiderato, una delle liste alfabetiche e selezionare la voce che interessa. In alternativa si può optare per una ricerca approfondita, che permette di combinare l’oggetto su cui si indaga con parametri cronologici convenienti.

URL: <http://ambrosiana.comperio.it/epistolario-di-san-carlo/>

Progetto CoRTI: il teatro in Italia tra il 1931 e il 1944

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Il progetto CoRTI – Copioni, Rappresentazioni, Teatro in Italia tra il 1931 e il 1944 consiste in un sistema integrato che consente di interrogare e incrociare le informazioni essenziali desunte da fonti di carattere archivistico e da fonti a stampa (periodica e quotidiana).

L’arco temporale preso in considerazione coincide con l’entrata in funzione a Roma di un Ufficio centralizzato per la censura teatrale (1931) e termina con il trasferimento a Venezia (1944) del Ministero della cultura popolare a seguito della costituzione della Repubblica sociale italiana.

Si tratta di un periodo di grandi trasformazioni per il teatro italiano, soggetto agli interventi dello Stato e costretto a confrontarsi per la prima volta con un universo mediatico complesso, che comprende la radio come il cinema sonoro.

Obiettivo di questo progetto, frutto di una convenzione triennale fra Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione generale per gli Archivi  (MiBAC – DGA) e Università “Sapienza” di Roma, Dipartimento di Storia dell’Arte e dello Spettacolo (DSAS), è quello di attingere, attraverso fonti diverse, alla vita di carta della scena  italiana in epoca fascista per ricavare le tracce documentali della quotidiana esistenza del teatro, al fine di aiutare a ricostruirne la cultura e la storia.

Il sito comprende una banca dati che contiene dati e immagini provenienti dalle fonti alle quali si è fatto riferimento nel corso dell’indagine (“Fondo Censura Teatrale”, “Il Messaggero”, “Radiocorriere”, “Il Dramma”). Le ricerche possono essere fatte per autore, opera, fonte, teatro, compagnia, anno.

La galleria fotografica contiene l’intero corpus iconografico presente nella base dati e consente di interrogare direttamente le sole immagini, senza necessariamente riferirsi all’insieme dei dati di cui partecipano.
La ricerca può essere condotta per nome di  persone/compagnie raffigurate; opere rappresentate.

URL: <http://corti.digerati.it/>

La stampa periodica storica francese: una biblioteca digitale

Gallica_Press

La biblioteca digitale Gallica è da anni il fiore all’occhiello della Bibliothèque nationale de France e rappresenta un esempio forse ineguagliato per realizzazione tecnica e qualità del progetto.

L’ultimo aggiornamento del portale riguarda la sezione dedicata alla stampa periodica.

E’ stata ideata una nuova interfaccia che facilita la consultazione di centinaia di numeri digitalizzati di quotidiani, riviste, giornali in lingua francese dati alle stampe nell’Ottocento e nei primi anni del Novecento.

Le testate sono state raggruppate per aree tematiche (stampa economica, stampa illustrata, riviste letterarie, riviste sportive, stampa coloniale, stampa politica, stampa religiosa, stampa satirica, riviste scientifiche, stampa sindacale ecc.) e per luogo di pubblicazione (Africa equatoriale francese, Algeria, Africa occidentale francese, Belgio, Camerun, Canada, Cina, Costa francese della Somalia,  DOM-TOM, Colonie francesi dell’India, Stati Uniti, Haiti, Indocina, Madagascar, Marocco, Svizzera, Siria, Libano, Togo, Tunisia).

URL: <http://gallica.bnf.fr/html/editorial/presse-revues#docs>

PortraitIndex

Ritratti

Il progetto PortraitIndex, finanziato dalla Fondazione tedesca per la ricerca (DFG – Deutschen Forschungsgemeinschaft), è un progetto congiunto del centro di documentazione tedesco per la storia dell’arte (Bildarchiv Foto Marburg) e altre nove istituzioni (vedi elenco).

L’obbiettivo del progetto è la raccolta, la riproduzione e la pubblicazione in formato digitale di oltre 257.000 ritratti a stampa conservati presso collezioni pubbliche e biblioteche.

Si tratta di uno strumento molto utile nell’ambito delle scienze umanistiche.

Das von der Deutschen Forschungsgemeinschaft (DFG) geförderte Projekt “Digitaler Portraitindex druckgraphischer Bildnisse der Frühen Neuzeit” ist ein gemeinsames Projekt des Deutschen Dokumentationszentrums für Kunstgeschichte – Bildarchiv Foto Marburg, zehn weiteren Kooperationspartnern und einer assoziierten Partnersammlung (s.u.). Ziel des Vorhabens ist die sammlungsübergreifende virtuelle Publikation und systematische Erschließung von über 257.000 druckgraphischen Portraits aus neun bedeutenden öffentlichen Sammlungen und Bibliotheken. Für die Kulturwissenschaften bietet der Digitale Portraitindex ein neuartiges Instrument zur Erforschung weitreichender kunst- und sozialwissenschaftlicher Fragestellungen sowie einer der wichtigsten Kunstgattungen der Epoche, des Portraits.

URL: <http://www.portraitindex.de>

e-manuscripta: fonti manoscritte da biblioteche e archivi svizzeri

Einstein

Cartolina postale di Albert Einstein a Jakob Ehrat, dic. 1911 (ETH-Bibliothek, Hs 1509:4)

e-manuscripta.ch è il portale di fonti manoscritte digitalizzate provenienti da biblioteche e archivi svizzeri.

Il portale dà accesso a fonti manoscritte di svariate tipologie, il cui spettro va da appunti manoscritti e brani di corrispondenza redatti da persone singole ed istituzioni fino a spartiti, carte geografiche manoscritte e altri materiali grafici.

I documenti vengono prima selezionati in maniera decentrale nelle singole istituzioni presso le quali sono fisicamente conservati, poi vengono digitalizzati ed infine presentati sul portale comune.

Le immagini digitali sono corredate di un set di metadati elementari. Per una ricerca più dettagliata si consiglia di consultare direttamente i cataloghi delle biblioteche e i database degli archivi delle istituzioni.

Il portale per manoscritti digitalizzati e-manuscripta.ch è un progetto di collaborazione realizzato da tre biblioteche universitarie svizzere: la Zentralbibliothek Zürich, la Universitätsbibliothek Basel e la ETH-Bibliothek.

Il coordinamento del progetto è affidato alla Zentralbibliothek Zürich.

L’impostazione del portale è in stretta cooperazione con e-rara.ch, il portale che offre accesso alle riproduzioni digitalizzate di edizioni antiche conservate in biblioteche svizzere.

URL: <http://www.e-manuscripta.ch>

[via Archivalia]

L’inventario dell’archivio di Gaetano Salvemini è online

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Nella collana «Strumenti» della Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi è disponibile linventario dell’archivio di Gaetano Salvemini, curato da Stefano Vitali e pubblicato nel 1998.

Istituto storico della Resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini. Manoscritti e materiali di lavoro. Inventario, a cura di Vitali Stefano, Roma, 1998, pp.858, (Strumenti, 132).

“L’inventario dei «manoscritti» dell’archivio di Gaetano Salvemini che vede ora la luce rappresenta il risultato di una lunga, laboriosa gestazione. Esso può definirsi non solo «storico», ma anche «filologico» perché l’ordinamento dato ai documenti che vi sono conservati ha per filo conduttore la biografia di questo grande storico e le vicende della sua vita turbinosa, che hanno avuto non poche conseguenze su questo fondo archivistico che ora, non senza gravi perdite, è ricomposto in una unità organica nell’Istituto storico della Resistenza in Toscana.

È da sottolineare come in questo inventario che si riferisce alla docu­mentazione dell’attività di Gaetano Salvemini «come storico e come mae­stro», per usare le parole di Stefano Vitali, sia stata accuratamente evitata l’applicazione di ogni classificazione tematica che avrebbe ordinato i docu­menti secondo criteri ad essi esterni, privilegiando in tal modo la rilevazione di notizie e di dati disaggregati a scapito della ricerca sistematica, che è possibile solo in presenza di un ordinamento filologicamente corretto dei documenti.

Per ottenere questa corretta impostazione è stata determinante la collaborazione fra uno storico come Roberto Vivarelli e un archivista come Stefano Vitali che da anni svolge una lodevole attività anche nel campo della ricerca storica.

Gaetano Salvemini pubblicò i suoi primi scritti, una recensione e un saggio di storia medievale, nel 1892, e il suo ultimo scritto, una lettera aperta agli amici de «Il Mondo», reca la data marzo 1957. Nato a Mol­fetta l’8 settembre 1873, egli moriva a Capo di Sorrento il 6 settembre 1957. In questo lungo arco di tempo la presenza di Salvemini nella nostra vita pubblica fu costante: una presenza che abbracciò ambiti tra di loro assai diversi sia sul piano degli studi che su quello dell’attività politica. Sul piano degli studi, dopo un felice esordio nel campo della medievistica, egli passò gradualmente ad occuparsi di questioni di storia moderna e contem­poranea: la rivoluzione francese, le origini dell’Italia contemporanea, la politica estera italiana dall’Unità alla Grande Guerra e, successivamente, varii aspetti dell’esperienza fascista, di cui egli fu il primo vero storico. Sul piano politico, dopo una prima, intensa esperienza di militanza sociali­sta, nel 1910 egli si staccò da quel partito per fondare poco più tardi un suo settimanale, «L’ Unità», che dalla fine del 1911 alla fine del 1920 fu una delle più importanti palestre di educazione politica che il nostro paese abbia avuto, e rappresentò la voce più viva di una composita corrente minoritaria, e tuttavia capace di lasciare un segno profondo, antigiolittiana ma democratica, a favore dell’intervento dell’Italia in guerra ma ostile al nazionalismo, determinata a far sì che i frutti della vittoria non venissero svalutati ma apertamente contraria agli intenti che il mito della «vittoria mutilata» sosteneva.

Precocemente antifascista, in effetti al momento della marcia su Roma (ottobre 1 922) Salvemini era un isolato. Tale rimase da allora in avanti, nonostante il suo coinvolgimento nella prima esperienza di una stampa clandestina, quella del fiorentino «Non Mollare» nei primi mesi del 1925 e, più tardi, ormai esule dall’agosto di quello stesso anno, nonostante i rapporti di affetto e di collaborazione con Carlo Rosselli e il suo provvisorio ruolo (se ne verrà ben presto staccando) nel movimento che questi aveva fondato a Parigi alla fine del 1929, Giustizia e Libertà.

L’esilio di Salvemini durò oltre un ventennio. Tornato in Italia, nel 1949, per riprendere il suo insegnamento dalla sua cattedra all’Università di Firenze, egli trascorse l’ultimo periodo della sua travagliata ma intensa vita, ancora impegnato su posizioni di minoranza, in una battaglia civile prima che politica contro quelle forze egualmente ostili al cammino di una vera democrazia italiana: da una parte i clericali, dall’altra i comunisti; una battaglia ancora in corso al momento della sua morte”.

>> Per accedere al volume  clicca qui

L’intera produzione editoriale della Direzione generale per gli archivi è raggiungibile nel catalogo online.

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