Pubblicazioni di storia gratuite: ClioPress


ClioPress – Editoria digitale per la didattica e la ricerca storica è un’iniziativa editoriale nata nel 2002 che fa capo al Dipartimento di Discipline storiche “Ettore Lepore” dell’Università Federico II di Napoli.

ClioPress assicura, attraverso la diffusione gratuita delle sue pubblicazioni in rete, la più ampia circolazione possibile ai risultati della ricerca storica, continuando comunque a garantirne la possibilità di una lettura su carta grazie alla tecnologia del print on demand.

“L’iniziativa è sorretta dalla convinzione che l’editoria digitale, se gestita direttamente all’interno delle università e degli istituti di ricerca, possa rappresentare una via d’uscita dalla spirale dei costi sempre più elevati per la stampa, lo stoccaggio e la distribuzione delle pubblicazioni scientifiche, che attanaglia l’editoria tradizionale”.

Segnaliamo, in particolare, il seguente volume, scaricabile in formato PDF (1,34 MB):

  Vivere la guerra. Percorsi biografici e ruoli di genere tra Risorgimento e primo conflitto mondiale, a cura di Laura Guidi, 168 p. (Ottobre 2007). – ISBN 978-88-88904-10-8.

Presentazione

“Attraverso i diversi saggi che lo compongono, il volume dà voce ad esperienze e percezioni soggettive di uomini e donne coinvolti in conflitti bellici tra periodo risorgimentale e Grande Guerra: fasi storiche caratterizzate da profondi elementi di continuità riguardo alla costruzione simbolica dell’identità nazionale, ma anche da altrettanto forti cesure.
Il confronto tra contesti diversi si rivela prezioso per indagare il rapporto tra genere, nazione, guerra. Partendo da uno stereotipo ancora forte, benché messo in discussione da ricerche recenti, che associa le donne al desiderio di pace e gli uomini alla volontà di competizione e di conquista, ci siamo chiesti se dai testi analizzati emergesse una specifica percezione “di genere” delle guerre, e in che misura i conflitti bellici considerati abbiano prodotto crisi e a trasformazione nelle relazioni tra donne e uomini.
Negli scritti di combattenti analizzati nel volume – borbonici e garibaldini sulla scena risorgimentale, volontari inglesi ed italiani del primo conflitto mondiale – ‘fare la guerra’ assume significati molto diversi, in relazione allo schieramento cui si appartiene e alla personalità individuale; ma rappresenta tuttavia, sempre, un momento di confronto cruciale con i modelli di virilità dominanti.
Gli scritti di Louise Colet, appassionata sostenitrice della causa italiana, le immagini di ‘angeli’ e ‘furie’ che emergono dalle memorie maschili del Risorgimento, accanto agli scritti di tante donne mobilitatesi nel 1914-18 – dall’inglese Vera Brittain, alle irredentiste e nazionaliste italiane, alla minoranza femminista che restò, controcorrente, fedele all’internazionalismo pacifista – ci ricordano che nell’Ottocento, così come nel terribile conflitto che apre il ‘secolo breve’, la guerra investì e trasformò profondamente, oltre alla vita degli uomini chiamati al fronte, anche quella delle donne – benché la memoria ‘canonica’ le abbia cancellate, presentando ogni guerra, in quanto tale, come teatro esclusivo della virilità”.

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