Archivi fotografici dell’Istituto Luce: il Fondo Albania


Discorso di Jacomoni in occasione della sua visita ad un campo della gioventù albanese del Littorio (1939)

Il Fondo Albania dell’Archivio storico Istituto Luce comprende 7.698 negativi, 6.751 dei quali sono stati catalogati e digitalizzati. Il fondo documenta vicende ed iniziative collegate, per tempi e temi, alla Seconda guerra mondiale e alla politica estera del regime fascista dall’ottobre 1939 al giugno 1943.

Il fondo integra e completa il materiale documentario albanese risalente alla seconda metà degli anni Venti e consultabile nell’archivio storico Cinematografico e Fotografico del Fondo Luce: nel suo insieme, la documentazione albanese – 155 servizi fotografici nel fondo Attualità;  109 cinegiornali e 29 documentari nel  fondo Cinematografico – testimonia le relazioni diplomatiche fra i due paesi (visite di ministri e regnanti, celebrazioni civili, occasioni mondane) ed offre un’importante panoramica del progressivo intensificarsi dei rapporti italo-albanesi.

Il 7 aprile 1939 lo sbarco a Durazzo di un Corpo di spedizione militare italiano segna di fatto l’occupazione dell’Albania. Nell’ottobre del 1939, all’indomani della convenzione con il sottosegretariato per gli Affari Albanesi, il LUCE costituiva un reparto incaricato dell’esecuzione di riprese fotografiche e cinematografiche in Albania, con sede a Tirana ed immediatamente operativo, e ne affidava la responsabilità ad Alfredo Cecchetti.

Frutto dell’attività del reparto è una documentazione fotografica abbondante, eterogenea e di qualità diseguale, concentrata sull’anno 1940 con ca. 3000 fotogrammi (contro gli 800 del ’39, i 1800 del 1941, i 1300 del 1942). Coerentemente con le necessità propagandistiche del regime predominano, nel fondo, testimonianze dell’azione infrastrutturale svolta o favorita dagli italiani sull’intero territorio albanese (ed in misura prevalente a Tirana) attraverso società in gran parte italiane.

Tra i soggetti delle fotografie, lavori pubblici di entità diversa (opere di bonifica, esecuzione di ponti e strade, costruzione di scuole, palazzi pubblici, ospedali, alberghi etc.) si alternano a manifestazioni del regime, a ritratti di personalità fasciste italiane ed albanesi, a riprese di feste locali, scene di vita quotidiana ed iniziative culturali.

Schiacciante la quantità di fotogrammi riguardanti il luogotenente Jacomoni e la consorte Maja Cavallero (ripresa soprattutto nello svolgimento di attività benefiche); particolarmente importanti, alla luce della scarsità dei materiali superstiti sul periodo, le foto riguardanti personaggi di rilievo nel governo, nell’amministrazione pubblica e nel partito fascista albanese (Kruia, Mborja, Verlaci, Berati, Ypi, Bushati, Koliqi etc.).

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