I nomi della Shoah italiana: la banca dati del CDEC


Il sito I nomi della Shoah italiana: in memoria delle vittime della persecuzione antiebraica 1943-1945 è una banca dati che contiene i nomi e le notizie biografiche delle vittime dei regimi nazista e fascista raccolti dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) in decine di anni di ricerca.

L’obiettivo del Memoriale è mantenere viva la memoria individuale e collettiva delle vittime e ritracciarne, dove possibile, il percorso di vita e di persecuzione. Si tratta dunque di un’importante iniziativa documentale ma è soprattutto un monumento alla memoria delle vittime e permette, a chi lo desidera, di ritrovare notizie e informazioni su parenti e cari scomparsi nella deportazione.

Il CDEC ha avuto fin dalla sua costituzione, nel 1955, l’obiettivo di ricostruire l’elenco delle vittime della Shoah in Italia, raccogliendo l’eredità del CRDE (Comitato Ricerche Deportati Ebrei) sorto a Roma nel 1945 sotto l’egida dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane e guidato dal colonnello Massimo Adolfo Vitale.

Vitale produsse nel 1953 un primo elenco dattiloscritto delle vittime. I documenti raccolti in quell’ambito costituirono successivamente il primo patrimonio documentario del CDEC.

Nel 1972 il CDEC avviò, sulla base dell’elenco di Vitale, una nuova ricerca basata su una raccolta dei documenti disponibili in tutti gli archivi internazionali possibili.

Nel 1979 il CDEC prese in considerazione l’idea di pubblicare in un libro-memoriale l’elenco completo di tutti gli ebrei morti in Italia o deportati dall’Italia nel biennio 1943-1945. La direzione del progetto fu affidata a Liliana Picciotto.

Nuovi documenti erano nel frattempo venuti alla luce: la schedatura di 51.000 ebrei o presunti tali messa in atto dal governo fascista nel 1938, i registri-matricola delle carceri italiane con i nomi degli ebrei arrestati, i documenti del Ministero dell’Interno reperiti per le Procure tedesche nell’ambito dei processi a criminali nazisti che avevano operato in Italia. L’analisi di questo complesso documentario portò alla luce nuovi nomi e nuovi dati.

L’esito della ricerca fu pubblicato per la prima volta nel 1991 dalla casa editrice Mursia di Milano nel volume di Liliana Picciotto Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), del quale è in preparazione la quarta edizione.

Il nuovo sito web ripropone ora quei nomi in versione digitale. Per ciascuno di essi, grazie ad un motore di ricerca, sarà possibile trovare i dati anagrafici, il luogo di arresto e di deportazione e il destino finale. Le opzioni di ricerca possibili sono cinque: nome, cognome, luogo di nascita, anno di nascita, luogo di arresto.

Nel sito sono inclusi i nomi dei deportati deceduti nei campi di sterminio, i morti negli eccidi italiani e i sopravvissuti.

Il sito sarà inaugurato ufficialmente il 26 gennaio 2012.

“Nella tradizione ebraica i nomi e la nominazione hanno valore fondamentale. Nella pagina di apertura del Memoriale sono assiepati i nomi delle vittime: ne compaiono in ordine alfabetico diverse decine; ogni 24 ore la pagina scompare e ne compare una successiva con ulteriori decine di nomi. Le persone presenti nel database sono oltre settemila, perciò si calcola che occorreranno alcuni mesi perché il ciclo sia completato e i nomi ricomincino dalla prima lettera dell’alfabeto” [dalla pagina di presentazione].

URL: <http://www.nomidellashoah.it>

[Leggi la notizia su Mosaico, il sito ufficiale della Comunità ebraica di Milano]

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