Fonti per lo studio delle Mura di Grosseto dal 1767 al 1950


Le mura grossetane, per la maestosità e l’integrità dell’impianto originario, non sono meno importanti di quelle di Lucca, anche se quest’ultime sono più rinomate.

E’ stato appena pubblicato nella biblioteca digitale della Direzione generale per gli Archivi il volume:

Fonti per lo studio delle Mura di Grosseto dal 1767 al 1950, a cura di Eugenio Maria Beranger (Paleani Editrice, 1987).

Dall’introduzione al volume:

“Le vicende storiche di moltissimi centri italiani, sia di origine pre-romana che romana o medioevale, sono inscindibili da quelle delle proprie fortificazioni che, per secoli, hanno segnato il confine tra l’abitato urbano e la campagna circostante.

Come per altri aspetti dei beni culturali italiani, troppo spesso le cinte murarie sono state oggetto, da parte di singoli specialisti, di studi settoriali che hanno trascurato i secoli a noi vicini, quasi che le mura non costituissero più, a partire dal XIII secolo in poi, una costante caratterizzante del paesaggio italiano.

Anche le fortificazioni di Grosseto non sono state esenti da tale fenomeno; ben indagate e studiate, grazie all’ausilio di scavi stratigrafici per il periodo senese e mediceo, risultavano prima della presente pubblicazione, per l’arco di tempo compreso tra l’istituzione della Provincia Inferiose Senese (1765-1766) ed il nostro secolo, quasi completamente trascurate dall’indagine storica.

A partire dal 1765-1766, quando Grosseto diviene capoluogo della nuova Provincia, si assiste al progressivo ed inevitabile declino della funzione strategica delle sue mura ed alla smilitarizzazione della fortezza, con la conseguente lenta e graduale trasformazione degli spalti in giardini pubblici destinati a divenire un preciso ornamento ed abbellimento della città.

A questo proposito, sono stati ritrovati alcuni progetti, non completamente realizzati, evidentemente per mancanza di fondi, sia sulla trasformazione delle mura in ‘pubblici passeggi’ che sul loro cambiamento di destinazione. Il più interessante tra questi è, senza dubbio, quello del 1866 a firma dell’ingegner Bernardo Santini che prevedeva l’abbattimento della Porta Nuova e la creazione di un accesso monumentale alla città, collegandola con un ampio viale alberato alla stazione in modo da trasformare la fortezza militare in un florido ed importante centro economico e commerciale.

Il volume si articola in tre capitoli iniziali nei quali si ricostruisce la storia delle mura rispettivamente dal 1767 al 1859, dal 1860 al 1899 e dal 1900 al 1950.

Le considerazioni storiche sono corredate da schede archivistiche mentre i documenti sono stati, parzialmente o nella loro integrità, trascritti al termine di ogni periodo storico ed offerti, così, alla lettura degli interessati. Seguono poi note dedicate alla documentazione rintracciata presso l’Istituto Storico dell’Arma del Genio e l’Archivio Centrale dello Stato.

Gli ultimi due capitoli riguardano la schedatura delle fonti cartografiche esistenti nel fondo Antico Catasto Terreni conservato presso l’Archivio di Stato di Grosseto ed i materiali impiegati nei restauri ottocenteschi delle mura”.

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Sul CanaleDGA,  il canale YouTube della Direzione Generale per gli Archivi, si può  visualizzate il documentario audiovisivo Le mura di Grosseto attraverso la storia e le immagini realizzato dall’Archivio di Stato di Grosseto nel 1987 in occasione della 3a settimana per i beni culturali e ambientali.

URL: <http://www.youtube.com/playlist?list=PL8423C2DC77148711>

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