Hannah Arendt: alle origini del saggio “La banalità del male”


The_New_Yorker_1963_02

Copertina del The New Yorker (febbraio 1963)

Nel 1961 Hannah Arendt seguì a Gerusalemme il processo Eichmann come corrispondente del «The New Yorker» e fu sulle colonne di quel giornale che questo resoconto (scritto nell’estate e nell’autunno del 1962 e terminato nel novembre del medesimo anno mentre la Arendt era ospite del Center for Advanced Studies della Wesleyan Universty) uscì per la prima volta, nel febbraio e nel marzo 1963.

Esso fu poi ripubblicato in forma più ampia, come libro, nel maggio 1963, con il titolo Eichmann in Jerusalem. A Report on the Banality od Evil (nelle edizioni in lingua italiana: La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme).

Negli archivi online del «The New Yorker» si possono leggere le cinque parti del resoconto del processo al gerarca nazista Adolf Eichmann nella sua versione originale (cliccare sulla riproduzione delle pagine per ingrandire le immagini, l’attesa può durare anche un paio di minuti):

>> Parte prima

>> Parte seconda

>> Parte terza

>> Parte quarta

>> Parte quinta

[via OpenCulture]

3 Responses

  1. Really appreciated !

  2. […] dal Repertorio di fonti della Biblioteca di Filosofia e Storia dell’Università di Pisa, i link agli articoli scritti da Hannah Aredt per il New Yorker sul processo […]

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: