La stampa periodica storica francese: una biblioteca digitale

Gallica_Press

La biblioteca digitale Gallica è da anni il fiore all’occhiello della Bibliothèque nationale de France e rappresenta un esempio forse ineguagliato per realizzazione tecnica e qualità del progetto.

L’ultimo aggiornamento del portale riguarda la sezione dedicata alla stampa periodica.

E’ stata ideata una nuova interfaccia che facilita la consultazione di centinaia di numeri digitalizzati di quotidiani, riviste, giornali in lingua francese dati alle stampe nell’Ottocento e nei primi anni del Novecento.

Le testate sono state raggruppate per aree tematiche (stampa economica, stampa illustrata, riviste letterarie, riviste sportive, stampa coloniale, stampa politica, stampa religiosa, stampa satirica, riviste scientifiche, stampa sindacale ecc.) e per luogo di pubblicazione (Africa equatoriale francese, Algeria, Africa occidentale francese, Belgio, Camerun, Canada, Cina, Costa francese della Somalia,  DOM-TOM, Colonie francesi dell’India, Stati Uniti, Haiti, Indocina, Madagascar, Marocco, Svizzera, Siria, Libano, Togo, Tunisia).

URL: <http://gallica.bnf.fr/html/editorial/presse-revues#docs>

PortraitIndex

Ritratti

Il progetto PortraitIndex, finanziato dalla Fondazione tedesca per la ricerca (DFG – Deutschen Forschungsgemeinschaft), è un progetto congiunto del centro di documentazione tedesco per la storia dell’arte (Bildarchiv Foto Marburg) e altre nove istituzioni (vedi elenco).

L’obbiettivo del progetto è la raccolta, la riproduzione e la pubblicazione in formato digitale di oltre 257.000 ritratti a stampa conservati presso collezioni pubbliche e biblioteche.

Si tratta di uno strumento molto utile nell’ambito delle scienze umanistiche.

Das von der Deutschen Forschungsgemeinschaft (DFG) geförderte Projekt “Digitaler Portraitindex druckgraphischer Bildnisse der Frühen Neuzeit” ist ein gemeinsames Projekt des Deutschen Dokumentationszentrums für Kunstgeschichte – Bildarchiv Foto Marburg, zehn weiteren Kooperationspartnern und einer assoziierten Partnersammlung (s.u.). Ziel des Vorhabens ist die sammlungsübergreifende virtuelle Publikation und systematische Erschließung von über 257.000 druckgraphischen Portraits aus neun bedeutenden öffentlichen Sammlungen und Bibliotheken. Für die Kulturwissenschaften bietet der Digitale Portraitindex ein neuartiges Instrument zur Erforschung weitreichender kunst- und sozialwissenschaftlicher Fragestellungen sowie einer der wichtigsten Kunstgattungen der Epoche, des Portraits.

URL: <http://www.portraitindex.de>

e-manuscripta: fonti manoscritte da biblioteche e archivi svizzeri

Einstein

Cartolina postale di Albert Einstein a Jakob Ehrat, dic. 1911 (ETH-Bibliothek, Hs 1509:4)

e-manuscripta.ch è il portale di fonti manoscritte digitalizzate provenienti da biblioteche e archivi svizzeri.

Il portale dà accesso a fonti manoscritte di svariate tipologie, il cui spettro va da appunti manoscritti e brani di corrispondenza redatti da persone singole ed istituzioni fino a spartiti, carte geografiche manoscritte e altri materiali grafici.

I documenti vengono prima selezionati in maniera decentrale nelle singole istituzioni presso le quali sono fisicamente conservati, poi vengono digitalizzati ed infine presentati sul portale comune.

Le immagini digitali sono corredate di un set di metadati elementari. Per una ricerca più dettagliata si consiglia di consultare direttamente i cataloghi delle biblioteche e i database degli archivi delle istituzioni.

Il portale per manoscritti digitalizzati e-manuscripta.ch è un progetto di collaborazione realizzato da tre biblioteche universitarie svizzere: la Zentralbibliothek Zürich, la Universitätsbibliothek Basel e la ETH-Bibliothek.

Il coordinamento del progetto è affidato alla Zentralbibliothek Zürich.

L’impostazione del portale è in stretta cooperazione con e-rara.ch, il portale che offre accesso alle riproduzioni digitalizzate di edizioni antiche conservate in biblioteche svizzere.

URL: <http://www.e-manuscripta.ch>

[via Archivalia]

L’inventario dell’archivio di Gaetano Salvemini è online

salvemini

Nella collana «Strumenti» della Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi è disponibile linventario dell’archivio di Gaetano Salvemini, curato da Stefano Vitali e pubblicato nel 1998.

Istituto storico della Resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini. Manoscritti e materiali di lavoro. Inventario, a cura di Vitali Stefano, Roma, 1998, pp.858, (Strumenti, 132).

“L’inventario dei «manoscritti» dell’archivio di Gaetano Salvemini che vede ora la luce rappresenta il risultato di una lunga, laboriosa gestazione. Esso può definirsi non solo «storico», ma anche «filologico» perché l’ordinamento dato ai documenti che vi sono conservati ha per filo conduttore la biografia di questo grande storico e le vicende della sua vita turbinosa, che hanno avuto non poche conseguenze su questo fondo archivistico che ora, non senza gravi perdite, è ricomposto in una unità organica nell’Istituto storico della Resistenza in Toscana.

È da sottolineare come in questo inventario che si riferisce alla docu­mentazione dell’attività di Gaetano Salvemini «come storico e come mae­stro», per usare le parole di Stefano Vitali, sia stata accuratamente evitata l’applicazione di ogni classificazione tematica che avrebbe ordinato i docu­menti secondo criteri ad essi esterni, privilegiando in tal modo la rilevazione di notizie e di dati disaggregati a scapito della ricerca sistematica, che è possibile solo in presenza di un ordinamento filologicamente corretto dei documenti.

Per ottenere questa corretta impostazione è stata determinante la collaborazione fra uno storico come Roberto Vivarelli e un archivista come Stefano Vitali che da anni svolge una lodevole attività anche nel campo della ricerca storica.

Gaetano Salvemini pubblicò i suoi primi scritti, una recensione e un saggio di storia medievale, nel 1892, e il suo ultimo scritto, una lettera aperta agli amici de «Il Mondo», reca la data marzo 1957. Nato a Mol­fetta l’8 settembre 1873, egli moriva a Capo di Sorrento il 6 settembre 1957. In questo lungo arco di tempo la presenza di Salvemini nella nostra vita pubblica fu costante: una presenza che abbracciò ambiti tra di loro assai diversi sia sul piano degli studi che su quello dell’attività politica. Sul piano degli studi, dopo un felice esordio nel campo della medievistica, egli passò gradualmente ad occuparsi di questioni di storia moderna e contem­poranea: la rivoluzione francese, le origini dell’Italia contemporanea, la politica estera italiana dall’Unità alla Grande Guerra e, successivamente, varii aspetti dell’esperienza fascista, di cui egli fu il primo vero storico. Sul piano politico, dopo una prima, intensa esperienza di militanza sociali­sta, nel 1910 egli si staccò da quel partito per fondare poco più tardi un suo settimanale, «L’ Unità», che dalla fine del 1911 alla fine del 1920 fu una delle più importanti palestre di educazione politica che il nostro paese abbia avuto, e rappresentò la voce più viva di una composita corrente minoritaria, e tuttavia capace di lasciare un segno profondo, antigiolittiana ma democratica, a favore dell’intervento dell’Italia in guerra ma ostile al nazionalismo, determinata a far sì che i frutti della vittoria non venissero svalutati ma apertamente contraria agli intenti che il mito della «vittoria mutilata» sosteneva.

Precocemente antifascista, in effetti al momento della marcia su Roma (ottobre 1 922) Salvemini era un isolato. Tale rimase da allora in avanti, nonostante il suo coinvolgimento nella prima esperienza di una stampa clandestina, quella del fiorentino «Non Mollare» nei primi mesi del 1925 e, più tardi, ormai esule dall’agosto di quello stesso anno, nonostante i rapporti di affetto e di collaborazione con Carlo Rosselli e il suo provvisorio ruolo (se ne verrà ben presto staccando) nel movimento che questi aveva fondato a Parigi alla fine del 1929, Giustizia e Libertà.

L’esilio di Salvemini durò oltre un ventennio. Tornato in Italia, nel 1949, per riprendere il suo insegnamento dalla sua cattedra all’Università di Firenze, egli trascorse l’ultimo periodo della sua travagliata ma intensa vita, ancora impegnato su posizioni di minoranza, in una battaglia civile prima che politica contro quelle forze egualmente ostili al cammino di una vera democrazia italiana: da una parte i clericali, dall’altra i comunisti; una battaglia ancora in corso al momento della sua morte”.

>> Per accedere al volume  clicca qui

L’intera produzione editoriale della Direzione generale per gli archivi è raggiungibile nel catalogo online.

Territori: il portale italiano dei catasti e della cartografia storica

Territori

Territori è uno dei sottoportali tematici del SAN-Sistema Archivistico Nazionale ed è dedicato a una tipologia documentaria, quella cartografica e catastale, conservata in gran numero nei nostri Archivi di Stato.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha deciso di mettere a disposizione uno strumento unitario che consenta di accedere via web alla documentazione catastale e cartografica conservata negli Archivi di Stato di Genova, Milano, Trieste e Venezia, garantendo in prospettiva la possibilità di pubblicare e ricercare, a partire da un unico punto di accesso, anche quelle conservate presso tutti gli altri Archivi di Stato.

Questa documentazione è stata fra le prime, fin dagli anni ’90, a essere sottoposta a processi via via sempre più sofisticati di riproduzione digitale, con lo scopo primario di preservarne la conservazione nel lungo periodo, a fronte dell’intensificarsi delle richieste di accesso da parte di un pubblico variegato. Nel tempo, diversi istituti detentori hanno sviluppato progetti fra loro diversi per approccio archivistico, livello descrittivo, strumentazione utilizzata.

Territori è un portale che si basa su progetti preesistenti, ognuno dei quali mantiene la propria individualità e peculiarità ma viene anche messo in relazione con gli altri, trovando così una più ampia valorizzazione.

URL: <http://www.territori.san.beniculturali.it/>

Antenati: gli archivi per la ricerca anagrafica

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Il Portale Antenati,promosso e curato dalla Direzione Generale per gli Archivi, nasce dall’esigenza di rendere disponibile l’enorme patrimonio documentario esistente negli Archivi di Stato per condurre ricerche anagrafiche e genealogiche, finalizzate alla ricostruzione della storia di famiglie e di persone, ma anche alla storia sociale in senso lato. Attraverso il Portale è infatti possibile sfogliare a video milioni e milioni di immagini di registri di anagrafe e di stato civile, trovare nomi di persona presenti negli atti, ottenere informazioni sulle fonti.

Leggi la pagina di presentazione:

In linea con altri portali di carattere nazionale sulla storia familiare, promossi in numerosi paesi, il Portale SAN-Antenati nasce dall’esigenza di organizzare e rendere disponibile l’enorme patrimonio documentario degli atti di stato civile esistente negli Archivi di Stato per condurre ricerche anagrafiche e genealogiche, finalizzate alla ricostruzione della storia di famiglie e di persone, ma anche alla storia sociale in senso lato. Grazie a una convenzione stipulata con FamilySearch International nel 2011 da Luciano Scala, Direttore Generale per gli Archivi, obiettivo del Portale è quello di pubblicare progressivamente milioni e milioni di immagini di registri di stato civile (parte delle quali sono convertite da microfilm eseguiti negli Archivi di Stato dalla Genealogical Society of Utah a partire dalla metà degli anni Settanta del secolo scorso, e parte sono di nuova acquisizione), per fare ricerche sfogliando gli atti a video, nella sezione Sfoglia i registri. Ciascuna immagine è corredata dalla rispettiva descrizione archivistica che riporta il nome dell’istituto che conserva la fonte, il fondo, la tipologia dell’atto (nati, matrimoni, morti e relativi allegati), la località, la data, il numero progressivo di registro o di busta quando esistente.

Parallelamente il Portale prevede la progressiva indicizzazione dei nomi di persona presenti sui singoli atti nella sezione Trova i nomi. La banca dati dei nomi si svilupperà per tappe successive che prevedono anche la partecipazione degli utenti del Portale su base volontaria, scrivendo a redazione.antenati@beniculturali.it .

Gli interessati possono acquisire ulteriori informazioni nella sezione Il territorio e le fonti che elenca i fondi di stato civile conservati presso i singoli Istituti. Nella stessa sezione sono segnalate inoltre le fonti della leva militare, parimenti utili alle ricerche anagrafiche e genealogiche, sulle quali vari Archivi di Stato negli ultimi anni hanno costruito banche dati, sia consultabili on line, sia a uso interno delle sale studio, dove gli interessati possono trovare assistenza qualificata per sviluppare ulteriormente la loro ricerca estendendola ad altre risorse seriali, come gli archivi notarili, catastali, ecc.
Altre informazioni utili per la ricerca:

>> Come fare ricerche anagrafiche e genealogiche

>> Le fonti documentarie degli Archivi di Stato per le ricerche anagrafiche e genealogiche

VERO – Vedute di Roma online

Vedute di Roma

Etienne Duperac, Vestigie … del Palatino, Taf.10, 1575

La Bibliotheca Hertziana del Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma cura la banca dati VERO – Vedute di Roma online (>> vai alla maschera di ricerca)

A partire dal Medioevo le immagini della città di Roma hanno destato grande interesse. La maggior parte delle immagini sono opere di grafica a stampa: xilografia, calcografia, acquaforte, più tardi litografia e altre tecniche. La diffusione delle immagini aumentò notevolmente tra il 16° e il 19° secolo.

La Bibliotheca Hertziana si dedica fin dalla sua fondazione allo studio della storia artistica della città di Roma e dispone perciò nel settore di una vasta proprietà di opere a stampa illustrate.

La biblioteca non soltanto ha digitalizzato da alcuni anni le opere di sua proprietà ma, attraverso il sistema informativo ZUCCARO, fornisce informazioni sugli artisti e sui monumenti rappresentati.

Attualmente su VERO sono presenti le riproduzioni di 7.000 vedute della città di Roma.  Il concetto “veduta” è qui inteso in senso lato e comprende la veduta a volo d’uccello, il panorama e la mappa della città, oltre a pure rappresentazioni architettoniche in forma di proiezione orizzontale e verticale e di sezione.

URL: <http://vero.biblhertz.it/html/vero/vero_01.htm>

OpenEdition Books: e-book gratuiti di ambito umanisitco

logo-oeb

il 20 febbraio 2013 il consorzio Open Edition ha lanciato la nuova piattaforma web Open Edition Books per le discipline umanistiche e le scienze umane e sociali. Più della metà dei libri disponibili sulla piattaforma sono accessibili liberamente con modalità Open Access.

I libri si possono consultare liberamente online. La possibilità di scaricare i file pdf, invece, è vincolata alla sottoscrizione di un abbonamento a tariffe molto contenute (modello Freemium) da parte di biblioteche accademiche o di altre istituzioni.

OpenEdition Books is the final addition to our comprehensive series of publishing platforms for the humanities and social sciences. The new service is the book distribution platform on the OpenEdition portal, a non-profit-making initiative whose aim is to develop Open Access to research results in the humanities, social sciences and beyond. The service is not an ideological gesture. It is a genuine academic program, in which ideas are seen as seeds that require constant cross-fertilisation to attain their full potential. OpenEdition is run by the Centre for Open Electronic Publishing, the Université d’Aix-Marseille, the EHESS and the Université d’Avignon, and financed by the French national research agency within the framework of their Facilities of Excellence program.
OpenEdition Books began with over 350 books, a figure that soon grew to 1000. The platform was constructed in partnership with prestigious publishers in the domain of academic publishing: institutional publishing bodies such as the Collège de France, Éditions de l’EHESS, Openbooks Publishers (Cambridge), CEU Press (Budapest and New York), Presses universitaires de Liège and the École française de Rome (Italy), as well as great many French university presses from Provence to Brittany. The platform’s publishing consortium already has thirty members, with new partners joining every week from the French-, Spanish-, English-, Portuguese-, German-, and Italian-speaking worlds and beyond. All it then takes is a little time to digitise the books and publish them online to millions of OpenEdition readers.
Like our member-publishers, we realised it wasn’t possible to develop Open Access without finding ways of financing the publishing work required, a task that has never been more indispensable. To do this we invented the Freemium model, composed of an alliance between researchers, publishers and libraries within the framework of a commercial offer proposing value added services to libraries as part of a transaction for financing Open Access publishing. This will become relevant in June of this year when we activate the sales functions of OpenEdition Books.
Member-publishers agree to publish over 50% of their books on Open Access Freemium. It is these books that are already available for consultation today. Due to their publishers’ commitments, they will permanently remain on Open Access. It is our belief that electronic publishing can work without compromising quality, by encouraging our academic ecosystem to traverse the new frontier that is Open Access for all [da qui].

URL: <http://books.openedition.org/>

Ufficio Araldico – Fascicoli comunali: una banca dati online

Stemmi

Una delle banche dati più consultate della Sezione Araldica dell’Archivio Centrale dello Stato è disponibile on-line.

La serie Fascicoli comunali del fondo Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio araldico è tra le più importanti della Sezione Araldica dell’Archivio Centrale dello Stato. È costituita da circa 8.000 fascicoli, intestati prevalentemente a Comuni, relativi ai decreti di approvazione degli stemmi, dei gonfaloni, degli emblemi, delle bandiere e dei sigilli.

La banca dati raccoglie in maniera sistematica ogni elemento che può essere d’interesse sia per l’archivista sia per lo specialista d’araldica. E’ stato pertanto schedato ciascun fascicolo con gli estremi completi della segnatura archivistica, e della intestazione, rilevando la serie archivistica di appartenenza (Comuni, Province, Enti reggimenti).

Se sono stati reperiti i disegni originali degli stemmi approvati corrispondenti ai singoli decreti, ne è stata segnalata la presenza e ne sono state acquisite elettronicamente le immagini associate ai decreti di riferimento (circa 1500 immagini).

Chi consulta la banca dati poi troverà nel campo “Note” eventuali specifiche, commenti su aspetti più tecnici, e la presenza nei singoli fascicoli di materiali a suo tempo prodotti dal comune a corredo della propria richiesta quali articoli, libri, foto di antichi stemmi, impronte di antichi sigilli, disegni di stemmi e originali di documenti che li riguardano.

URL: <http://151.12.58.148:8080/comuni/bancaDati.html>

Manifesti tedeschi di storia contemporanea

Plakat

La biblioteca regionale del Württemberg, con sede a Stoccarda  (Württembergische Landesbibliothek Stuttgart), ha digitalizzato una parte della sua bella collezione di manifesti.

La raccolta completa comprende circa 30.000 manifesti scritti e illustrati, dai tempi del Kaiser fino all’anno 2005.

In questa banca dati si possono cercare manifesti risalenti alla prima guerra mondiale, alla Repubblica di Weimar, al Terzo Reich e parte della raccolta relativa all’arco temporale 1945 – 1970.

Il punto di forza tematico della raccolta è rappresentato dai manifesti di politica tedesca. Accanto alle affiches illustrate, la collezione contiene anche numerosi manifesti murali a testo pieno: proclami  di ordinanze, leggi, annunci di manifestazioni pubbliche, comunicati di propaganda elettorale ecc.

Degni di evidenza sono i proclami delle autorità militari della Prima guerra mondiale e delle autorità di occupazione della Renania diffusi negli anni 1918/19, come anche le prescrizioni di legge promulgate dagli alleati dopo il 1945.

Una serie di manifesti documenta le manifestazioni politiche della fine della Repubblica di Weimar a Stoccarda.

La banca dati contiene al momento oltre 4500 manifesti, dei quali circa 2500 con illustrazioni.

>> Vai alla maschera di ricerca

URL: <http://avanti.wlb-stuttgart.de/bfz/plakat/index.php>