L’inventario dell’archivio di Gaetano Salvemini è online

salvemini

Nella collana «Strumenti» della Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi è disponibile linventario dell’archivio di Gaetano Salvemini, curato da Stefano Vitali e pubblicato nel 1998.

Istituto storico della Resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini. Manoscritti e materiali di lavoro. Inventario, a cura di Vitali Stefano, Roma, 1998, pp.858, (Strumenti, 132).

“L’inventario dei «manoscritti» dell’archivio di Gaetano Salvemini che vede ora la luce rappresenta il risultato di una lunga, laboriosa gestazione. Esso può definirsi non solo «storico», ma anche «filologico» perché l’ordinamento dato ai documenti che vi sono conservati ha per filo conduttore la biografia di questo grande storico e le vicende della sua vita turbinosa, che hanno avuto non poche conseguenze su questo fondo archivistico che ora, non senza gravi perdite, è ricomposto in una unità organica nell’Istituto storico della Resistenza in Toscana.

È da sottolineare come in questo inventario che si riferisce alla docu­mentazione dell’attività di Gaetano Salvemini «come storico e come mae­stro», per usare le parole di Stefano Vitali, sia stata accuratamente evitata l’applicazione di ogni classificazione tematica che avrebbe ordinato i docu­menti secondo criteri ad essi esterni, privilegiando in tal modo la rilevazione di notizie e di dati disaggregati a scapito della ricerca sistematica, che è possibile solo in presenza di un ordinamento filologicamente corretto dei documenti.

Per ottenere questa corretta impostazione è stata determinante la collaborazione fra uno storico come Roberto Vivarelli e un archivista come Stefano Vitali che da anni svolge una lodevole attività anche nel campo della ricerca storica.

Gaetano Salvemini pubblicò i suoi primi scritti, una recensione e un saggio di storia medievale, nel 1892, e il suo ultimo scritto, una lettera aperta agli amici de «Il Mondo», reca la data marzo 1957. Nato a Mol­fetta l’8 settembre 1873, egli moriva a Capo di Sorrento il 6 settembre 1957. In questo lungo arco di tempo la presenza di Salvemini nella nostra vita pubblica fu costante: una presenza che abbracciò ambiti tra di loro assai diversi sia sul piano degli studi che su quello dell’attività politica. Sul piano degli studi, dopo un felice esordio nel campo della medievistica, egli passò gradualmente ad occuparsi di questioni di storia moderna e contem­poranea: la rivoluzione francese, le origini dell’Italia contemporanea, la politica estera italiana dall’Unità alla Grande Guerra e, successivamente, varii aspetti dell’esperienza fascista, di cui egli fu il primo vero storico. Sul piano politico, dopo una prima, intensa esperienza di militanza sociali­sta, nel 1910 egli si staccò da quel partito per fondare poco più tardi un suo settimanale, «L’ Unità», che dalla fine del 1911 alla fine del 1920 fu una delle più importanti palestre di educazione politica che il nostro paese abbia avuto, e rappresentò la voce più viva di una composita corrente minoritaria, e tuttavia capace di lasciare un segno profondo, antigiolittiana ma democratica, a favore dell’intervento dell’Italia in guerra ma ostile al nazionalismo, determinata a far sì che i frutti della vittoria non venissero svalutati ma apertamente contraria agli intenti che il mito della «vittoria mutilata» sosteneva.

Precocemente antifascista, in effetti al momento della marcia su Roma (ottobre 1 922) Salvemini era un isolato. Tale rimase da allora in avanti, nonostante il suo coinvolgimento nella prima esperienza di una stampa clandestina, quella del fiorentino «Non Mollare» nei primi mesi del 1925 e, più tardi, ormai esule dall’agosto di quello stesso anno, nonostante i rapporti di affetto e di collaborazione con Carlo Rosselli e il suo provvisorio ruolo (se ne verrà ben presto staccando) nel movimento che questi aveva fondato a Parigi alla fine del 1929, Giustizia e Libertà.

L’esilio di Salvemini durò oltre un ventennio. Tornato in Italia, nel 1949, per riprendere il suo insegnamento dalla sua cattedra all’Università di Firenze, egli trascorse l’ultimo periodo della sua travagliata ma intensa vita, ancora impegnato su posizioni di minoranza, in una battaglia civile prima che politica contro quelle forze egualmente ostili al cammino di una vera democrazia italiana: da una parte i clericali, dall’altra i comunisti; una battaglia ancora in corso al momento della sua morte”.

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L’intera produzione editoriale della Direzione generale per gli archivi è raggiungibile nel catalogo online.

Guida alle fonti per la storia del brigantaggio

Nella collana «Strumenti» della Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi è disponibile l’opera in tre volumi Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato.

“La guida tematica sulle fonti per la storia del brigantaggio, articolata in tre volumi, risponde con ben diversa correttezza scientifica alla esigenza storiografica che aveva guidato una discutibile operazione archivistica attuata intorno agli anni Venti e Trenta del sec. XX presso la quasi totalità degli istituti archivistici statali del Mezzogiorno, quando gli atti che avevano a che fare con il brigantaggio furono estratti dai fondi di provenienza e accorpati insieme sotto la denominazione Atti relativi al brigantaggio o semplicemente Brigantaggio.

La possibilità di avere una visione complessiva delle raccolte documentarie prodotte dai ministeri ancora operanti a Napoli nel 1860-1861, da intendenze, governatorati e prefetture, dagli uffici di polizia e dai tribunali, consente di approfondire a un livello di dettaglio impensabile in precedenza la diffusione quantitativa e territoriale del brigantaggio e la risposta delle istituzioni e della popolazione civile coinvolta, nonché di valutare il costo umano ed economico del brigantaggio e della sua repressione, inquadrando il fenomeno nel più ampio orizzonte degli studi internazionali sul brigantaggio europeo e mondiale”.

Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato, I, Roma 1999, pp. XXXVIII, 568 (Strumenti, 139).

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Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato, Roma, 2000, II, pp. 569-1314, (Strumenti, 145).

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Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato, III, Roma, 2001, pp. VI, 1315-2330, (Strumenti, 148).

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Francesco Crispi: costruire lo Stato per dare forma alla nazione

Nella sezione «Saggi» della Biblioteca digitale della Direzione generale per gli Archivi è disponibile una nuova pubblicazione (file PDF):

Francesco Crispi : costruire lo Stato per dare forma alla nazione / a cura di Aldo G. Ricci e Luisa Montevecchi. – [Roma] : Ministero per i Beni e le Attività culturali, Direzione generale per gli Archivi, 2009. – xii, 402 p. (Saggi, 93).

Dalla Presentazione (di Aldo Giovanni Ricci):

In occasione del centenario della morte di Francesco Crispi (2001), l’Archivio Centrale dello Stato (diretto allora da Paola Carucci), che ne conserva le carte, almeno per la parte più significativa (le articolazioni dell’archivio elesue vicendesono ricostruite nella relazione di Luisa Montevecchi, responsabile degli archivi privati del nostro Istituto), organizzò il 27 novembre 2001, insieme all’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano (presieduto da Giuseppe Talamo), un convegno, le cui sessioni furono coordinate da Raffaele Romanelli (presidente pro tempore della Società italiana per lo studio della storia contemporanea), che vide riuniti alcuni tra i maggiori studiosi dello statista siciliano e del periodo storico che lo ebbe protagonista della scena politica. I saggi pubblicati in questo volume sono i contributi (non tutti) presentati in quella occasione. […]

Nonostante i non pochi anni trascorsi dall’incontro del 2001, si è ritenuto comunque importante raccogliere e pubblicare le relazioni disponibili per più motivi: anzitutto per il loro valore intrinseco, arricchito, in diversi casi, da ricerche condotte su documentazione ancora largamente inesplorata; poi perché gli studi sugli anni compresi tra il compimento dell’unificazione nazionale e la prima guerra mondiale non hanno conosciuto una particolare fortuna nell’ultimo mezzo secolo; infine perché queste ricerche possono rappresentare un contributo significativo in vista del 150° dell’Unità e dell’auspicabile ripresa d’interesse da parte della storiografia, ma più in generale dello spirito pubblico, nei confronti del Risorgimento e di quell’età liberale che tanto ha contribuito nel far recuperare all’Italia il ritardo accumulato nei confronti della modernità.

URL: <http://www.archivi.beniculturali.it/pdf.php?file=Saggi/Saggi_93_bis.pdf>

Archivi d’Italia: una serie di cinque filmati a cura della Direzione Generale per gli Archivi

Rai Educational e la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali  presentano la serie in cinque puntate realizzata in occasione dell’anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia e trasmessa dal programma televisivo Magazzini Einstein.

  • Gli Archivi d’Impresa (guarda il video)
  • Gli Archivi del Cinema d’impresa (guarda il video)
  • Gli Archivi della Moda (guarda il video)
  • Gli Archivi di Architettura (guarda il video)
  • Gli Archivi della Musica (guarda il video)

URL: <http://www.youtube.com/user/CanaleDGA/videos?sort=dd&query=archivi+d%27italia&flow=list&page=1&view=0>

Profili biografici di confinati politici durante il fascismo: Italia meridionale

Nella collana «Strumenti» della Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi sono disponibili per la consultazione online alcuni volumi frutto di un lavoro di ricerca dedicato alle biografie dei confinati politici durante il fascismo provenienti dall’Italia meridionale.

I profili biografici, ricostruiti grazie allo spoglio sistematico di tutti i fascicoli personali della serie Confinati politici conservata presso l’Archivio centrale dello Stato, sono stati pubblicati in cinque volumi dedicati rispettivamente a Calabria, Campania, Sicilia, Puglia, Basilicata.

Per il momento sono disponibili nella Biblioteca Digitale solo tre volumi della serie (Sicilia, Puglia, Basilicata).

SICILIA

Archivio Centrale dello Stato, Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Sicilia, a cura di SALVATORE CARBONE e LAURA GRIMALDI, prefazione di SANDRO PERTINI, Roma 1989, pp. 840 (Strumenti, CVI).

Il volume contiene 827 biografie di confinati politici nati, domiciliati o comunque originari della Sicilia. Le biografie sono state redatte utilizzando la documentazione contenuta nei fascicoli personali delle serie archivistiche Confino politico e Casellario politico centrale del Ministero dell’interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati conservate all’Archivio centrale dello Stato.

Il lavoro è completato, oltre che da prospetti statistici, da un ampio corredo di indici (indice nominativo, per località di nascita, di residenza, di confino, per colore politico, condizione sociale, età dei confinati; indice dei nomi citati nelle biografie; indice cronologico delle ordinanze di confino delle Commissioni provinciali; indice dei motivi della liberazione dal confino).

>> scarica il volume (dimensione del file pdf: 13,33 MB)

PUGLIA

Archivio Centrale dello Stato, Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Puglia, a cura di KATIA MASSARA, prefazione di MICHELE CIFARELLI, Roma 1991, 2 v., pp. XII, 912 (Strumenti, CXIV).

“Oltre milleseicento anni di confino furono scontati complessivamente, fra il 1926 al 1943, dagli oppositori al regime fascista nati o residenti in Puglia. Ha potuto così essere sfatato il mito della generale acquiescenza alla dittatura delle regioni italiane meridionali. Anzi, il materiale raccolto per la Puglia, che viene qui illustrato, rivela una vivacità antifascista paragonabile a quella di regioni come l’Emilia e la Toscana. Impressiona la mole del volume, che contiene ben 913 biografie di confinati politici ricostruite, a partire dai fascicoli personali, grazie a un imponente scavo presso l’Archivio Centrale dello Stato” [dalla Prefazione].

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BASILICATA

Archivio Centrale dello Stato, Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Basilicata, a cura di DONATELLA CARBONE, prefazione di COSIMO DAMIANO FONSECA. Roma 1994, pp. XXII, 280 (Strumenti, CXIX).

Sono stati censiti 155 confinati (un numero piuttosto alto se posto in rapporto al totale degli abitanti), per ciascuno dei quali, seguendo lo schema già sperimentato nei precedenti volumi, la rilevazione fornisce i dati biografici e una breve descrizione dell’attività di opposizione svolta. Nell’introduzione si riassumono le vicende dell’istituto del domicilio coatto dal periodo postunitario al fascismo e se ne analizza la concreta applicazione nella regione Basilicata.

In appendice sono pubblicati gli elenchi delle persone nei confronti delle quali il Comando militare alleato aveva adottato provvedimenti di confino, ammonizione, diffida o infine internamento nel campo di concentramento di Padula. Il volume contiene inoltre alcuni prospetti numerici: dei confinati, ripartiti rispettivamente in base alla provincia di appartenenza, alla condizione sociale, al colore politico, alla durata della pena assegnata ed effettivamente scontata, e delle ordinanze di ciascuna Commissione provinciale, elencate in base al numero degli anni di confino inflitti e alla data di ciascuna ordinanza.

Completano il volume l’indice dei nomi citati nelle biografie e nelle appendici, l’indice cronologico delle ordinanze e diversi indici dei nomi dei confinati, disposti in ordine alfabetico, per località di nascita, di residenza, di confino, per condizione sociale, colore politico, età, e suddivisi secondo la motivazione in forza della quale vennero poi liberati.

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Casellario politico centrale: banca dati online

Archivi della musica: un portale dedicato al Novecento musicale italiano

Il nuovo portale Archivi della musica, inaugurato alla fine del 2011, intende offrire un accesso alle fonti musicali del Novecento e contemporanee inserendole in un quadro d’insieme che ne illustri il contesto storico e i protagonisti, ne approfondisca aspetti specifici e ne ricostruisca tratti salienti attraverso il corredo iconografico.

I primi risultati del lavoro, iniziato alla fine del 2009, sono stati pubblicati nella primavera del 2010 nella Guida on line agli Archivi musicali del Novecento, realizzata dalla Direzione Generale per gli Archivi. La guida presenta le schede descrittive dei soggetti conservatori, dei soggetti produttori e dei complessi archivistici relativi alla musica del Novecento, derivanti dal prezioso e capillare lavoro di censimento avviato e curato dalle Soprintendenze archivistiche.

Il portale che qui segnaliamo consente di navigare tra i dati archivistici e bibliografici con grande faciilità.

Eccellenti le schede biografiche dei musicisti italiani del Nocevento disponibili nella sezione Protagonsti, complete di riferimenti bibliografici (con link diretto ai record del catalogo del Sistema bibliotecario nazionale),  informazioni relative ai fondi archivistici esistenti e immagini digitali (fotografie, documenti, ecc.).

URL: <http://www.musica.san.beniculturali.it>

Inventario dell’Archivio storico della CGIL (1944-1986)

Tra le pubblicazioni degli Archivi di Stato scaricabili gratuitamente (>> vai al catalogo completo sul sito della Direzione generale degli Archivi) segnaliamo l’Inventario dell’Archivio storico della C.G.I.L., pubblicato in più volumi tra il 2002 e il 2011.

Dalla premessa al primo volume:

Gli archivi sindacali sono in generale un tassello con siderevole del patrimonio archivistico nazionale e pertanto meritano tutta l’attenzione possibile da parte di archivisti e studiosi. L’archivio della Cgil in particolare costituisce senza dubbio una fonte di primaria importanza per la storia del movimento operaio, del lavoro e dell’industria, della società italiana nel secondo dopoguerra.

Non accade spesso di trovare archivi così compatti e strutturati come quello della Cgil, che fin dall’inizio ebbe l’accortezza non solo di approntare titolari di classificazione, ma anche di aggiornarli nel corso degli anni. E’ proprio la presenza di questi strumenti che ha consentito di ricostruire un archivio molto simile a quello originario, riflesso di un’organizzazione oltremodo variegata e strutturata, non assimilabile a quella di altri enti, sia pubblici che privati.

Confederazione generale italiana del lavoro, Inventario dell’Archivio storico (1944-1957), a cura di Corridori Teresa, Romeo Ilaria, Venditti Gianni, Roma, 2002, pp. lxiv, 132, t.f.t., (Strumenti, 152).

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Confederazione generale italiana del lavoro, Inventario dell’Archivio storico. (1958-1969), a cura di Corridori Teresa, Romeo Ilaria, Venditti Gianni, , Roma, 2008, pp. xxxii, 776, t.f.t., (Strumenti, 180).

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Confederazione Generale Italiana del Lavoro. Inventario dell’Archivio storico III (1970-1986), a cura di Corridori Teresa, Romeo Ilaria, Venditti Gianni, Roma, 2011, pp. XXIII, 1004, t.f.t, (Strumenti, 191).

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