Progetto CoRTI: il teatro in Italia tra il 1931 e il 1944

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Il progetto CoRTI – Copioni, Rappresentazioni, Teatro in Italia tra il 1931 e il 1944 consiste in un sistema integrato che consente di interrogare e incrociare le informazioni essenziali desunte da fonti di carattere archivistico e da fonti a stampa (periodica e quotidiana).

L’arco temporale preso in considerazione coincide con l’entrata in funzione a Roma di un Ufficio centralizzato per la censura teatrale (1931) e termina con il trasferimento a Venezia (1944) del Ministero della cultura popolare a seguito della costituzione della Repubblica sociale italiana.

Si tratta di un periodo di grandi trasformazioni per il teatro italiano, soggetto agli interventi dello Stato e costretto a confrontarsi per la prima volta con un universo mediatico complesso, che comprende la radio come il cinema sonoro.

Obiettivo di questo progetto, frutto di una convenzione triennale fra Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione generale per gli Archivi  (MiBAC – DGA) e Università “Sapienza” di Roma, Dipartimento di Storia dell’Arte e dello Spettacolo (DSAS), è quello di attingere, attraverso fonti diverse, alla vita di carta della scena  italiana in epoca fascista per ricavare le tracce documentali della quotidiana esistenza del teatro, al fine di aiutare a ricostruirne la cultura e la storia.

Il sito comprende una banca dati che contiene dati e immagini provenienti dalle fonti alle quali si è fatto riferimento nel corso dell’indagine (“Fondo Censura Teatrale”, “Il Messaggero”, “Radiocorriere”, “Il Dramma”). Le ricerche possono essere fatte per autore, opera, fonte, teatro, compagnia, anno.

La galleria fotografica contiene l’intero corpus iconografico presente nella base dati e consente di interrogare direttamente le sole immagini, senza necessariamente riferirsi all’insieme dei dati di cui partecipano.
La ricerca può essere condotta per nome di  persone/compagnie raffigurate; opere rappresentate.

URL: <http://corti.digerati.it/>

I campi fascisti: dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò

Campi fascisti

Il sito I campi fascisti costituisce un centro di documentazione on line sui luoghi d’internamento e di prigionia utilizzati come pratica di repressione dallo Stato italiano nel periodo che va dalla presa del potere da parte di Benito Mussolini (1922) fino alla fine della seconda guerra mondiale (1945).

Sono stati individuati dieci tipologie di luoghi d’internamento:

  • Campi di concentramento
  • Campi di lavoro coatto
  • Campi di transito
  • Località di confino
  • Località di internamento
  • Località di soggiorno obbligatorio
  • Carceri
  • Campi per prigionieri di guerra P.G.
  • Campi P.G. Distaccamenti di lavoro
  • Campi provinciali RSI (Repubblica sociale italiana)

Dall’elenco generale o da quello per tipi di luogo [dal menu a tendina ELENCO CAMPI] si può accedere alle singole schede descrittive e alle diverse risorse digitali disponibili (documenti, testimonianze, fotografie, ecc.).

Si può accedere alle schede dei singoli luoghi anche utilizzando la mappa geografica generale, oppure quelle per le singole nazioni [dal menu a tendina MAPPE]: Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Eritrea, Etiopia, Francia, Grecia, Italia, Libia, Montenegro, Slovenia, Somalia.

Al momento sono inoltre disponibili due ulteriori elenchi:

  • il primo comprende tutti i documenti d’archivio inseriti nel data base del sito, ordinabile per ente intestatario,  per titolo e per data;
  • il secondo, ancora molto lacunoso, include le cosiddette “disposizioni“, termine con il quale s’intendono leggi, regolamenti, circolari, ordini, raccomandazioni, informative, lettere e quant’altro non sia legato direttamente a un luogo, ma faccia parte del corpus di documenti che regola o più in generale concerne le diverse forme di repressione. Questo elenco si può ordinare per data, tipologia, titolo ed ente intestatario.

Nel primo anno di attività la ricerca archivistica si è concentrata su tre enti conservatori: l’Archivio della Repubblica di Slovenia, l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e l’International Tracing Service di Bad Arolsen. Quasi tutti gli 800 documenti pubblicati provengono da questi archivi.

Completano il progetto alcune testimonianze audio e scritte di ex internati pubblicate per la prima volta on line.

Il progetto di documentazione, realizzato senza fini di lucro con il finanziamento della Comunità Europea, della Fondazione Museo della Shoah e di Audiodoc, è un work in progress aperto alla collaborazione di studiosi, istituti di ricerca e università.

URL: <http://www.campifascisti.it/>

Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945

Il dizionario biografico Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese contiene circa ventimila biografie di antifascisti, partigiani e vittime del fascismo, nati nella provincia di Bologna o ivi residenti nel 1943, nonché di coloro che hanno militato, pur essendo nati o residenti anagraficamente altrove, in formazioni partigiane bolognesi.

Le biografie riguardano circa 12.000 partigiani e patrioti, 6.000 antifascisti le cui schede sono depositate nel Casellario politico centrale dell’Archivio di Stato di Roma, e poi ancora ebrei perseguitati, civili uccisi per rappresaglia dai nazi-fascisti, garibaldini di Spagna e militari che hanno fatto la Resistenza in Jugoslavia, Grecia, Francia, ecc. Tutte le biografie terminano il 21 aprile 1945, giorno della liberazione di Bologna.

Il dizionario è a cura di Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri. Hanno collaborato al progetto l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “Luciano Bergonzini”, l’Istituto per la Storia di Bologna, il Comune di Bologna, la Regione Emilia Romagna,

La consultazione è possibile attraverso una ricerca alfabetica su una serie di file .pdf.

URL: <http://www.comune.bologna.it/iperbole/isrebo/strumenti/strumenti.php>

Profili biografici di confinati politici durante il fascismo: Italia meridionale

Nella collana «Strumenti» della Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi sono disponibili per la consultazione online alcuni volumi frutto di un lavoro di ricerca dedicato alle biografie dei confinati politici durante il fascismo provenienti dall’Italia meridionale.

I profili biografici, ricostruiti grazie allo spoglio sistematico di tutti i fascicoli personali della serie Confinati politici conservata presso l’Archivio centrale dello Stato, sono stati pubblicati in cinque volumi dedicati rispettivamente a Calabria, Campania, Sicilia, Puglia, Basilicata.

Per il momento sono disponibili nella Biblioteca Digitale solo tre volumi della serie (Sicilia, Puglia, Basilicata).

SICILIA

Archivio Centrale dello Stato, Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Sicilia, a cura di SALVATORE CARBONE e LAURA GRIMALDI, prefazione di SANDRO PERTINI, Roma 1989, pp. 840 (Strumenti, CVI).

Il volume contiene 827 biografie di confinati politici nati, domiciliati o comunque originari della Sicilia. Le biografie sono state redatte utilizzando la documentazione contenuta nei fascicoli personali delle serie archivistiche Confino politico e Casellario politico centrale del Ministero dell’interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati conservate all’Archivio centrale dello Stato.

Il lavoro è completato, oltre che da prospetti statistici, da un ampio corredo di indici (indice nominativo, per località di nascita, di residenza, di confino, per colore politico, condizione sociale, età dei confinati; indice dei nomi citati nelle biografie; indice cronologico delle ordinanze di confino delle Commissioni provinciali; indice dei motivi della liberazione dal confino).

>> scarica il volume (dimensione del file pdf: 13,33 MB)

PUGLIA

Archivio Centrale dello Stato, Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Puglia, a cura di KATIA MASSARA, prefazione di MICHELE CIFARELLI, Roma 1991, 2 v., pp. XII, 912 (Strumenti, CXIV).

“Oltre milleseicento anni di confino furono scontati complessivamente, fra il 1926 al 1943, dagli oppositori al regime fascista nati o residenti in Puglia. Ha potuto così essere sfatato il mito della generale acquiescenza alla dittatura delle regioni italiane meridionali. Anzi, il materiale raccolto per la Puglia, che viene qui illustrato, rivela una vivacità antifascista paragonabile a quella di regioni come l’Emilia e la Toscana. Impressiona la mole del volume, che contiene ben 913 biografie di confinati politici ricostruite, a partire dai fascicoli personali, grazie a un imponente scavo presso l’Archivio Centrale dello Stato” [dalla Prefazione].

>> scarica il volume primo (dimensioni del file pdf: 13,73 MB)

>> scarica il volume secondo (dimensioni del file pdf: 7,9 MB)

BASILICATA

Archivio Centrale dello Stato, Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Basilicata, a cura di DONATELLA CARBONE, prefazione di COSIMO DAMIANO FONSECA. Roma 1994, pp. XXII, 280 (Strumenti, CXIX).

Sono stati censiti 155 confinati (un numero piuttosto alto se posto in rapporto al totale degli abitanti), per ciascuno dei quali, seguendo lo schema già sperimentato nei precedenti volumi, la rilevazione fornisce i dati biografici e una breve descrizione dell’attività di opposizione svolta. Nell’introduzione si riassumono le vicende dell’istituto del domicilio coatto dal periodo postunitario al fascismo e se ne analizza la concreta applicazione nella regione Basilicata.

In appendice sono pubblicati gli elenchi delle persone nei confronti delle quali il Comando militare alleato aveva adottato provvedimenti di confino, ammonizione, diffida o infine internamento nel campo di concentramento di Padula. Il volume contiene inoltre alcuni prospetti numerici: dei confinati, ripartiti rispettivamente in base alla provincia di appartenenza, alla condizione sociale, al colore politico, alla durata della pena assegnata ed effettivamente scontata, e delle ordinanze di ciascuna Commissione provinciale, elencate in base al numero degli anni di confino inflitti e alla data di ciascuna ordinanza.

Completano il volume l’indice dei nomi citati nelle biografie e nelle appendici, l’indice cronologico delle ordinanze e diversi indici dei nomi dei confinati, disposti in ordine alfabetico, per località di nascita, di residenza, di confino, per condizione sociale, colore politico, età, e suddivisi secondo la motivazione in forza della quale vennero poi liberati.

>> scarica il volume (dimensioni del file pdf: 4,04 MB)

Se sei interessato a questo argomento puoi leggere anche:

Casellario politico centrale: banca dati online

Asmara: architettura e pianificazione urbana nei fondi dell’IsIAO

ASMARA: Architettura e pianificazione urbana nei fondi dell’IsIAO è l’edizione digitale del libro curato da Giulia Barrera, Alessandro Triulzi, Gabriel Tzeggai.

Il sito, gestito dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, permette di visionare una mappa interattiva, un archivio fotografico e una raccolta cartografica relative alla città di Asmara, capitale dell’Eritrea.

Il progetto indaga l’influsso della colonizzazione italiana sullo sviluppo urbanistico della città eritrea durante il periodo fascista.

A questo materiale si accompagnano i saggi (disponibili in .html e in .pdf) pubblicati nel volume ASMARA Architettura e pianificazione urbana nei fondi dell’IsIAO (Roma, Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, 2008).

URL: <http://www.isiao.it/asmara/>

[via Diacronie. Studi di storia contemporanea]

Archivi fotografici dell’Istituto Luce: il Fondo Albania

Discorso di Jacomoni in occasione della sua visita ad un campo della gioventù albanese del Littorio (1939)

Il Fondo Albania dell’Archivio storico Istituto Luce comprende 7.698 negativi, 6.751 dei quali sono stati catalogati e digitalizzati. Il fondo documenta vicende ed iniziative collegate, per tempi e temi, alla Seconda guerra mondiale e alla politica estera del regime fascista dall’ottobre 1939 al giugno 1943.

Il fondo integra e completa il materiale documentario albanese risalente alla seconda metà degli anni Venti e consultabile nell’archivio storico Cinematografico e Fotografico del Fondo Luce: nel suo insieme, la documentazione albanese – 155 servizi fotografici nel fondo Attualità;  109 cinegiornali e 29 documentari nel  fondo Cinematografico – testimonia le relazioni diplomatiche fra i due paesi (visite di ministri e regnanti, celebrazioni civili, occasioni mondane) ed offre un’importante panoramica del progressivo intensificarsi dei rapporti italo-albanesi.

Il 7 aprile 1939 lo sbarco a Durazzo di un Corpo di spedizione militare italiano segna di fatto l’occupazione dell’Albania. Nell’ottobre del 1939, all’indomani della convenzione con il sottosegretariato per gli Affari Albanesi, il LUCE costituiva un reparto incaricato dell’esecuzione di riprese fotografiche e cinematografiche in Albania, con sede a Tirana ed immediatamente operativo, e ne affidava la responsabilità ad Alfredo Cecchetti.

Frutto dell’attività del reparto è una documentazione fotografica abbondante, eterogenea e di qualità diseguale, concentrata sull’anno 1940 con ca. 3000 fotogrammi (contro gli 800 del ’39, i 1800 del 1941, i 1300 del 1942). Coerentemente con le necessità propagandistiche del regime predominano, nel fondo, testimonianze dell’azione infrastrutturale svolta o favorita dagli italiani sull’intero territorio albanese (ed in misura prevalente a Tirana) attraverso società in gran parte italiane.

Tra i soggetti delle fotografie, lavori pubblici di entità diversa (opere di bonifica, esecuzione di ponti e strade, costruzione di scuole, palazzi pubblici, ospedali, alberghi etc.) si alternano a manifestazioni del regime, a ritratti di personalità fasciste italiane ed albanesi, a riprese di feste locali, scene di vita quotidiana ed iniziative culturali.

Schiacciante la quantità di fotogrammi riguardanti il luogotenente Jacomoni e la consorte Maja Cavallero (ripresa soprattutto nello svolgimento di attività benefiche); particolarmente importanti, alla luce della scarsità dei materiali superstiti sul periodo, le foto riguardanti personaggi di rilievo nel governo, nell’amministrazione pubblica e nel partito fascista albanese (Kruia, Mborja, Verlaci, Berati, Ypi, Bushati, Koliqi etc.).

Vedi tutte le schede le fondo

I volti della memoria: le fotografie degli ebrei deportati dall’Italia

I volti della Memoria è un progetto della Fondazione CDEC – Centro di documentazione ebraica contemporanea che ha per scopo la raccolta, la catalogazione e la pubblicazione on line delle fotografie degli ebrei deportati o uccisi sul territorio italiano, durante la Shoah.

Il progetto, inaugurato in occasione del decennale del Giorno della Memoria (27 gennaio 2010), si articola in due parti:

1) pubblicazione di collezioni fotografiche omogenee conservate negli archivi della Fondazione CDEC;

2) pubblicazione di fotografie ricevute da privati, utenti delle pagine di questo sito.

Le foto pubblicate, con i dati anagrafici, sono consultabili in questa banca dati, dove è possibile anche svolgere una ricerca per nome.

URL: <http://www.cdec.it/home2_2.asp?idtesto=1138&idtesto1=1138>