I nomi della Shoah italiana: la banca dati del CDEC

Il sito I nomi della Shoah italiana: in memoria delle vittime della persecuzione antiebraica 1943-1945 è una banca dati che contiene i nomi e le notizie biografiche delle vittime dei regimi nazista e fascista raccolti dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) in decine di anni di ricerca.

L’obiettivo del Memoriale è mantenere viva la memoria individuale e collettiva delle vittime e ritracciarne, dove possibile, il percorso di vita e di persecuzione. Si tratta dunque di un’importante iniziativa documentale ma è soprattutto un monumento alla memoria delle vittime e permette, a chi lo desidera, di ritrovare notizie e informazioni su parenti e cari scomparsi nella deportazione.

Il CDEC ha avuto fin dalla sua costituzione, nel 1955, l’obiettivo di ricostruire l’elenco delle vittime della Shoah in Italia, raccogliendo l’eredità del CRDE (Comitato Ricerche Deportati Ebrei) sorto a Roma nel 1945 sotto l’egida dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane e guidato dal colonnello Massimo Adolfo Vitale.

Vitale produsse nel 1953 un primo elenco dattiloscritto delle vittime. I documenti raccolti in quell’ambito costituirono successivamente il primo patrimonio documentario del CDEC.

Nel 1972 il CDEC avviò, sulla base dell’elenco di Vitale, una nuova ricerca basata su una raccolta dei documenti disponibili in tutti gli archivi internazionali possibili.

Nel 1979 il CDEC prese in considerazione l’idea di pubblicare in un libro-memoriale l’elenco completo di tutti gli ebrei morti in Italia o deportati dall’Italia nel biennio 1943-1945. La direzione del progetto fu affidata a Liliana Picciotto.

Nuovi documenti erano nel frattempo venuti alla luce: la schedatura di 51.000 ebrei o presunti tali messa in atto dal governo fascista nel 1938, i registri-matricola delle carceri italiane con i nomi degli ebrei arrestati, i documenti del Ministero dell’Interno reperiti per le Procure tedesche nell’ambito dei processi a criminali nazisti che avevano operato in Italia. L’analisi di questo complesso documentario portò alla luce nuovi nomi e nuovi dati.

L’esito della ricerca fu pubblicato per la prima volta nel 1991 dalla casa editrice Mursia di Milano nel volume di Liliana Picciotto Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), del quale è in preparazione la quarta edizione.

Il nuovo sito web ripropone ora quei nomi in versione digitale. Per ciascuno di essi, grazie ad un motore di ricerca, sarà possibile trovare i dati anagrafici, il luogo di arresto e di deportazione e il destino finale. Le opzioni di ricerca possibili sono cinque: nome, cognome, luogo di nascita, anno di nascita, luogo di arresto.

Nel sito sono inclusi i nomi dei deportati deceduti nei campi di sterminio, i morti negli eccidi italiani e i sopravvissuti.

Il sito sarà inaugurato ufficialmente il 26 gennaio 2012.

“Nella tradizione ebraica i nomi e la nominazione hanno valore fondamentale. Nella pagina di apertura del Memoriale sono assiepati i nomi delle vittime: ne compaiono in ordine alfabetico diverse decine; ogni 24 ore la pagina scompare e ne compare una successiva con ulteriori decine di nomi. Le persone presenti nel database sono oltre settemila, perciò si calcola che occorreranno alcuni mesi perché il ciclo sia completato e i nomi ricomincino dalla prima lettera dell’alfabeto” [dalla pagina di presentazione].

URL: <http://www.nomidellashoah.it>

[Leggi la notizia su Mosaico, il sito ufficiale della Comunità ebraica di Milano]

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>> Ti racconto la storia: voci dalla Shoah

‘Genova italiana’: la storia di Genova da Cavour a oggi (un ciclo di lezioni ideato dagli Editori Laterza)

Gli Editori Laterza hanno curato la realizzazione di un ciclo di incontri dedicati alla storia contemporanea di Genova, dal Risorgimento ai nostri giorni.

Il ciclo di lezioni, intitolato Genova italiana, si è tenuto dal 29 novembre 2010 al 21 febbraio 2011 presso il Palazzo Ducale di Genova, con la collaborazione della Fondazione Edoardo Garrone e della Fondazione Genova Palazzo Ducale.

Protagonisti delle lezioni sono stati Valerio Castronovo, Ferdinando Fasce, Elisabetta Tonizzi, Antonio Gibelli, Marco Doria, Luciano Canfora, Giovanni Bianconi, Stefano Termanini e Antonio Calabrò. A introdurli, sul palco, Laura Sicignano, regista e direttrice del Teatro Cargo.

Tra gli argomenti trattati, la nascita delle grandi industrie, dall’Ansaldo alle acciaierie di Cornigliano, il fenomeno dell’emigrazione, la violenza dello squadrismo, la vittoria sul nazifascismo, la rivolta contro i fascisti, l’eversione fino all’assassinio di Guido Rossa, il rapporto tra la Chiesa genovese e il mondo del lavoro, fino alla Genova dei nostri giorni.

Le registrazioni degli incontri sono disponibili sul sito di Palazzo Ducale e su YouTube.

>> Valerio Castronovo – 1853: Cavour e la fondazione dell’Ansaldo

Durante il periodo cavouriano la progressiva liberalizzazione degli scambi consente a Genova di svincolarsi dalla malattia del languore che l’aveva paralizzata dopo la Restaurazione, e permette a Torino di concepire un disegno di sviluppo economico che ne valorizzi le risorse e le potenzialità. In questo contesto assume un ruolo di rilievo la strada ferrata fra Torino e Genova, nata con lo scopo di integrare le due principali sezioni del regno, abbinando l’agricoltura al commercio marittimo, gli interessi del mondo rurale a quelli degli affari. Alla fornitura di materiali necessari per la costruzione va ascritta la nascita della Taylor e Prandi, rilevata nel 1853 dall’Ansaldo. L’impresa genovese diviene così una delle leve su cui Cavour fa affidamento per rilanciare l’economia genovese e promuovere l’ammodernamento delle strutture industriali del regno.

[guarda il video oppure ascolta la registrazione audio]

>> Ferdinando Fasce – 1875: La grande emigrazione

Nel 1875, quando una donazione del Duca di Galliera ne avvia un ampio progetto di ammodernamento, il porto di Genova, il più grande scalo del paese, è anche il principale porto di partenza dei migranti verso le Americhe. Dalle sue banchine si sono imbarcati a inizio Ottocento i primi pionieri, provenienti dalle vallate che circondano la città, in cerca di fortuna al di là dell’Atlantico. Li hanno accompagnati e seguiti i rifugiati politici del Risorgimento e poi, dopo l’Unità, una vasta corrente transoceanica di uomini e donne in cerca di lavoro, proveniente da tutto il Settentrione e destinata a durare sino al nuovo secolo. I numeri sono alti: si calcola che da Genova quasi 200.000 persone lasciarono il nostro paese fra il 1861 e il 1874. Le loro piccole grandi storie “americane” compongono una pagina cruciale della storia italiana.

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>> Elisabetta Tonizzi – 1922: La “marcia” sul porto

Il 5 agosto 1922 le squadre fasciste convergono su palazzo San Giorgio ed entrano nella sede del Consorzio autonomo che dal 1903 gestisce il porto, snodo strategico dell’economia genovese e nazionale. Scopo dell’azione è la soppressione delle cooperative dei portuali che organizzano il lavoro sulle banchine e costituiscono il principale caposaldo cittadino del socialismo riformista. Nino Ronco, presidente del Consorzio, deve accettare la richiesta e poco dopo si dimette. La ‘marcia sul porto’ si colloca nel quadro della violenza che precede e accompagna la conquista del potere da parte di Mussolini. Strumento essenziale dell’attacco fascista, rivolto principalmente contro il movimento operaio, è lo squadrismo, solidamente strutturato anche a Genova e in grado di esprimere un’elevata capacità offensiva.

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>> Antonio Gibelli – 1945: Liberazione

Tra il 23 e il 26 aprile del 1945 Genova è protagonista di una vicenda di straordinaria rilevanza. Prima grande cittá del Nord a liberarsi dal dominio nazifascista, è l’unica che vede le armate hitleriane firmare direttamente un atto di resa di fronte al Comitato di liberazione nazionale locale. A wonderful job, uno splendido lavoro, lo definiscono i rappresentanti delle avanguardie alleate quando entrano in una città già sottoposta al nuovo potere: è quella la conclusione di un processo travagliato e pieno di incognite protrattosi per circa venti mesi nelle condizioni estreme della guerra totale e della guerra civile, e la legittima premessa di un mito fondativo della nuova storia della città come parte della nuova storia d’Italia. Un mito che ancora resiste e determina la sua identità collettiva.

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>> Marco Doria – 1957: L’inaugurazione delle acciaierie di Cornigliano

Nel 1953 le acciaierie di Genova Cornigliano iniziano l’attività. Le vicende dello stabilimento sono per molti aspetti emblematiche degli anni della ricostruzione, segnati da un enorme sforzo collettivo e da pesanti sacrifici sopportati dal popolo italiano. Ma sono emblematiche anche del “miracolo economico”, quando sempre più numerose circolano sulle strade della penisola le vetture Fiat costruite impiegando proprio il lamierino d’acciaio prodotto a Cornigliano. Le acciaierie sono quindi, in una prospettiva più ampia, specchio della storia economica e sociale del nostro paese, alla quale si volgerà lo sguardo a partire dagli anni Trenta fino agli anni Settanta, quando un modello di sviluppo entra in crisi e si avvia quel processo di deindustrializzazione i cui effetti si avvertiranno, a Genova e in Italia, nei successivi decenni.

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>> Luciano Canfora – 1960: La rivolta contro i fascisti

A quindici anni dalla fucilazione di Mussolini e dal crollo della Repubblica sociale gli ancora viventi e operanti protagonisti di Salò, organizzati in partito e ben piazzati in Parlamento, come parte integrante della maggioranza del governo Tambroni, indicono provocatoriamente a Genova il loro Congresso nazionale. Genova insorge. E rilancia in tutta Italia l’attualità dell’antifascismo. Nuove classi di età entrano nel conflitto, accanto ai leader storici della guerra di liberazione. Quali furono le ragioni di un fenomeno che colse di sorpresa entrambi gli schieramenti?

[guarda il video oppure ascolta la registrazione audio]

>> Giovanni Bianconi – 1979: L’assassinio di Guido Rossa e le Brigate Rosse

La mattina del 24 gennaio 1979 le Brigate Rosse uccidono Guido Rossa, operaio dell’Italsider, rappresentante sindacale della Fiom-Cgil iscritto al Partito comunista italiano, “colpevole” di aver fatto la spia denunciando un suo compagno di fabbrica, sospetto fiancheggiatore delle Br. Attraverso questo omicidio si puó leggere la storia precedente e quella successiva delle Brigate Rosse, la principale formazione del panorama eversivo italiano, di cui la cittá di Genova rappresenta un crocevia importante. é qui che avviene il primo sequestro di persona (giudice Sossi, 1974), il primo omicidio deliberato (procuratore generale Coco, 1976), poi il delitto Rossa e in seguito (marzo 1980) l’uccisione di quattro brigatisti nel covo di via Fracchia che, come scrisse Walter Tobagi, fa “dissolvere il mito dell’imprendibile colonna genovese, nucleo d’acciaio delle Br”.

[guarda il video oppure ascolta la registrazione audio]

>> Stefano Termanini – 1987: Siri, Batini e D’Alessandro, la pace in porto

Nel marzo 1987, quando la conflittualità all’interno del porto di Genova sembra aver raggiunto l’apice, l’anziano cardinale Giuseppe Siri prende posizione. Lo fa a suo modo, direttamente. Intorno allo stesso tavolo fa sedere Paride Batini, il console della Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie, e il presidente dell’Autoritá portuale Roberto D’Alessandro. L’immagine di Siri, tra Batini e D’Alessandro, divenuta quasi subito storica e simbolica, rimbalza sulle pagine di tutti i giornali e costituisce un’eccezione dovuta a un momento di particolare emergenza. E’ il culmine visibile di un’azione nella maggior parte dei casi invisibile. Sia prima di allora, con lo stesso Siri, sia dopo, con i successori di Siri, la Chiesa genovese si è sempre distinta per un rapporto con il mondo del lavoro che non si trova altrove, in altre città italiane. Non almeno con la stessa puntualità, continuità, reciproco rispetto.

[guarda il video oppure ascolta la registrazione audio]

>> Antonio Calabrò (coordina l’intervento di studiosi e protagonisti) – 1992: La riscoperta del mare, il futuro della città

Le Colombiane del 1992 segnano una svolta nella storia recente di Genova. La città risponde ai rischi di declino elaborando e realizzando un progetto che lega memoria e futuro, facendo leva su una vera e propria civiltà del mare di cui Genova può tornare a essere protagonista. Un’economia della conoscenza e degli scambi, una prospettiva contemporaneamente mediterranea ed europea. Parte da qui anche un progetto che da Genova, inserita nel Nord Ovest delle imprese, dei centri di formazione d’eccellenza, della scienza e dell’innovazione tecnologica, possa contribuire a definire nuove identità aperte. Resistenze e contraddizioni non mancano. Ma vanno valorizzate tutte le risorse d’intraprendenza, in sintesi originali di pubblico e di privato, di un territorio che ha, per tradizione e vocazione, un forte respiro internazionale.

[guarda il video oppure ascolta la registrazione audio]

URL: <http://www.palazzoducale.genova.it/naviga.asp?pagina=8074>

The Martin Luther King Digital Archive

Articoli, discorsi, lettere, immagini: The King Centre ha pubblicato online circa 200.000 documenti dell’archivio di Martin Luther King.

The King Library and Archives in Atlanta is the largest repository of primary source materials on Dr. Martin Luther King, Jr. and the American Civil Rights Movement in the world. The collection consists of the papers of Dr. King and those of the organization he co-founded, the Southern Christian Leadership Conference, as well as the records of 8 major civil rights organizations and of several individuals active in the Movement. The archives also include more than 200 oral history interviews with Dr. King’s teachers, friends, family and civil rights associates.

Si consiglia di consultare la pagina di istruzioni prima di consultare l’Archivio digitale.

[Leggi la notizia sul sito della BBC]

URL: <http://www.thekingcenter.org/archive>

Mediatheca Franciscana: manoscritti del fondo antico del sacro convento di Assisi

La Mediatheca Franciscana rende disponibili le immagini digitali dei codici del Fondo Antico conservati presso il Sacro Convento di Assisi. Alcuni manoscritti hanno un’importanza primaria nell’ambito della tradizione delle fonti francescane e la biblioteca assisana viene considerata un’arca della cultura religiosa del basso medioevo.

La biblioteca del Sacro Convento di Assisi si è costituta sin dal sec. XIII come biblioteca della comunità francescana residente presso la chiesa-santuario di S. Francesco. Gli studiosi sono ormai concordi nell’affermare che nel Sacro Convento fu attivo uno scriptorium che realizzò innanzitutto  manoscritti liturgici e omiletici destinati al culto ed all’attività pastorale e nel contempo manoscritti biblici, filosofici e teologici destinati allo studio. La produzione di questo centro scrittorio è documentata anche grazie all’uso di una grafia particolare, denominata littera assisiensis.

Accanto alla produzione libraria propria del centro scrittorio assisano, notevole è stato l’arricchimento della biblioteca medievale dovuta ad acquisizioni di manoscritti prodotti in altri luoghi. La biblioteca di Assisi fu la più ricca biblioteca francescana d’Europa sino alla fine del secolo XIV, paragonabile alle prestigiose biblioteche monastiche e a quelle universitarie. L’inventario redatto da fra Giovanni di Iolo nel 1381 ne è la più significativa testimonianza.

Ecco alcuni dei tesori presenti nella biblioteca digitale:

  • il codice 338, il più antico corpus degli scritti di Francesco d’Assisi, databile alla metà del secolo XIII, contenente anche il testo del Cantico delle Creature;
  • il codice 686, il testimone più antico e completo della Vita secunda di Francesco d’Assisi o Memoriale in desiderio animae di Tommaso da Celano;
  • il codice 330 contenente la Legenda maior e la Legenda minor di Bonaventura da Bagnoregio;
  • il codice 342, il testimone più antico e autorevole del Liber della beata Angela da Foligno.
  • i codici 1-15, la splendida Bibbia glossata parigina (detta di S. Luigi IX), impreziosita da un importante apparato iconografico.

Il progetto, ideato dalla Società internazionale di Studi francescani, è stato finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali, dalla Biblioteca digitale italiana, dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e dal Comune di Assisi.

URL: <http://www.sisf-assisi.it/mediatheca.HTM>

La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945: una banca dati

Segnaliamo la Banca dati della presenza militare tedesca in Italia realizzata, a cura di Carlo Gentile, per l’Istituto Storico Germanico di Roma.

“La banca dati che qui presentiamo intende essere uno strumento di ricerca e studio al servizio non soltanto degli storici specialisti ma anche delle istituzioni comunali, degli storici locali e di tutte le persone interessate allo studio di questo drammatico periodo della storia italiana e tedesca.

La raccolta dei dati è stata condotta tra il 2000 e il 2004 da Carlo Gentile (Colonia) su incarico dell’Istituto Storico Germanico di Roma.

La banca dati si compone di oltre 16.000 voci ottenute elaborando le informazioni registrate in una pluralità di fonti quasi sempre coeve.

Si tratta in primo luogo dei materiali della Deutsche Dienststelle (già Wehrmachtauskunftstelle) di Berlino, dai quali è venuto il contributo più consistente con oltre 10.000 voci. La documentazione proveniente da questo ente, sebbene raramente usata dagli studiosi è fondamentale ogniqualvolta si voglia tentare una ricostruzione in dettaglio della presenza tedesca e dei combattimenti in determinate aree geografiche.

La seconda grande base di documentazione utilizzata per la ricerca sono i materiali del Bundesarchiv-Militärarchiv della Germania federale con sede a Friburgo. Dai loro fondi cartacei ne sono stati estrapolati oltre 5000 dati.

La banca dati indica quelle località (città, comuni, paesi, frazioni, fino a incroci stradali) dove sono state registrate le presenze di truppe tedesche di occupazione. Attraverso la banca dati è possibile visualizzare sistematicamente gli itinerari delle truppe in ritirata. Inoltre, possono essere rintracciati i dati relativi a intere province o regioni”.

URL: <http://194.242.233.149/ortdb/it/ortdb.html>

L’Archivio storico della Comunità Ebraica di Mantova

Qabbalah (Biblioteca comunale di Mantova, Manoscritti ebraici 24, c.63r)

L’Archivio storico della Comunità Ebraica di Mantova conserva documentazione dal 1522 al secondo dopoguerra. L’archivio è costituito da due sezioni, comunemente denominate “Antica” e “Storica”.

La Sezione storica conserva interessante carteggio della comunità in materia amministrativa, patrimoniale, di assistenza e istruzione, ma anche documenti della Commissione israelitica di culto e beneficenza, delle Pie case israelitiche di ricovero e industria, di confraternite e istituti vari, tra i quali ricordiamo il Pio istituto Samuele Trabotti, i Consorzi Bikur Kolim, Nacim, Mazal Bedullà, la Pia confraternita Kessed-El, l’Asilo infantile israelitico ed il Tempio maggiore.

La Sezione antica conserva la documentazione che va dal 1522 al 1853.

Il materiale digitalizzato è attualmente costituito costituito da 84.200 immagini consultabili in rete. Si tratta di immagini relative sia alla sezione antica che alla sezione storica.

Registri
Sono state digitalizzate 6.365 pagine relative a 42 registri.

Volumi e Pergamene
Sono state digitalizzate 11.344 pagine relative a 75 voumi e 76 immagini relative a 24 pergamene.

Partiture Musicali
Sono state digitalizzate 2.635 pagine relative a 52 partiture.

Repertori
Sono state digitalizzate 6.664 pagine relative a 11 volumi.

Sezione Antica – Filze
Sono state digitalizzate 57.116 carte relative a 2.494 cartelle contenute in 69 Filze (la Filza 69 e’ stata solo parzialmente digitalizzata).
Restano circa 230 Filze non ancora digitalizzate.

URL: <http://www.adacta.fi.it/digitalib/archeb/>

[via Archivalia]

Periodici digitalizzati della Biblioteca di archeologia e storia dell’arte di Roma

BiASA – Periodici italiani digitalizzati è l’emeroteca digitale della Biblioteca di archeologia e storia dell’arte di Roma, considerata in Italia la più importante istituzione del settore**.

La banca dati offre alla libera consultazione 117 testate possedute dalla Biblioteca, per un totale di 785.321 immagini, pubblicate tra il XVIII e i primi decenni del XX secolo.

Vai all’elenco delle riviste

URL: <http://periodici.librari.beniculturali.it/>

** Per un quadro informativo d’insieme sulla Biblioteca di archeologia e storia dell’arte di Roma si consiglia la lettura di questo articolo (scarica online il PDF):

Amedeo Benedetti, La Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, “Biblioteche oggi”, n. 10 (dicembre 2005), p. 33-39.

Europeana Regia: manoscritti medievali e rinascimentali digitalizzati

Europeana Regia, nato all’interno del più ampio progetto Europeana, si propone di digitalizzare e rendere fruibili gratuitamente in rete 874 preziosi manoscritti del Medioevo e del Rinascimento, con la collaborazione di cinque grandi biblioteche: la Bibliothèque nationale de France, la Bayerische Staatsbibliothek, la Biblioteca Històrica dell’Università di Valencia, la Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel, la Biblioteca Reale del Belgio. La conclusione del progetto è prevista per giugno 2012.

I codici manoscritti (scorri qui l’elenco completo dei codici già digitalizzati) sono stati raggruppati in tre sottocollezioni:

Europeana Regia è un progetto finanziato dalla Commissione europea.

January 2010 marked the beginning of the Europeana Regia project, which will digitise 874 rare and precious manuscripts from the Middle Ages and the Renaissance, with the collaboration of five major libraries located in four countries and the support of the European Commission. The project is expected to run for thirty months (January 2010 to June 2012) and will draw together three collections of royal manuscripts that are currently dispersed and which represent European cultural activity at three distinct periods in history: the Biblioteca Carolina (8th and 9th centuries), the Library of Charles V and Family (14th century) and the Library of the Aragonese Kings of Naples (15th and 16th centuries). These manuscripts will be fully accessible on the websites of the partner libraries and will also be included in Europeana.

URL: <http://www.europeanaregia.eu>

Guida degli Archivi diocesani d’Italia (gratis in PDF)

L'Archivio diocesano di Spoleto

Nella Biblioteca Digitale della Direzione Generale per gli Archivi è disponibile l’opera fondamentale in tre volumi Guida degli Archivi diocesani d’Italia (Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato : 61; 75; 84).

L’iniziativa di curare la preparazione di una Guida degli archivi diocesani d’Italia è stata avviata nel 1984 durante il XV convegno dall’Associazione archivistica ecclesiastica, quale fase iniziale di una auspicabile Guida degli archivi ecclesiastici d’Italia.

La raccolta dei dati ha coinvolto tutte le 325 diocesi esistenti in Italia prima della ristrutturazione del 1986, quando il loro numero venne notevolmente ridotto.

All’interno di ciascun volume gli archivi sono disposti secondo l’ordine alfabetico delle diocesi e ciascuna scheda comprende i dati esterni relativi all’archivio, una notizia storica essenziale, l’elenco dei fondi o serie, completi degli estremi cronologici e della consistenza, l’indicazione dell’esistenza di inventari e strumenti di ricerca, la bibliografia ed eventuali altre notizie utili.

In ogni volume è pubblicato l’elenco delle diocesi esistenti fino al 1985 e di quelle successive alla ristrutturazione attuata nel 1986. Le schede sono state distribuite nei tre volumi in base a ragioni di opportunità. Nel terzo volume (QRAS, 85) è pubblicato l’elenco riassuntivo di tutti gli archivi diocesani, suddivisi per regione pastorale, ciascuno seguito dall’indicazione del volume in cui ne è fornita la descrizione.

Il primo volume, che reca una premessa di Renato Grispo, è pubblicato anche in «Archiva Ecclesiae», XXXII-XXXIII (1989-1990), bollettino dell’Associazione archivistica ecclesiastica, il secondo volume nell’annata XXXVI-XXXVII (1993-1994) e il terzo in quella XL-XLI (1997-1998).

  • Associazione Archivistica Ecclesiastica. Guida degli Archivi diocesani d’Italia, vol. I, a cura di Vincenzo Monachino, Emanuele Boaga, Luciano Osbat, Salvatore Palese. Roma 1990, pp. 300 (Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, 61)

(scarica il volume – dimensione file 2,7 MB)

  • Associazione Archivistica Ecclesiastica. Guida degli Archivi diocesani d’Italia, vol. II, a cura di Vincenzo Monachino, Emanuele Boaga, Luciano Osbat, Salvatore Palese. Roma 1994, pp. 310 (Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, 74)

(scarica il volume - dimensione file 2,1 MB)

  • Associazione Archivistica Ecclesiastica. Guida degli Archivi diocesani d’Italia, vol. III, a cura di Vincenzo Monachino, Emanuele Boaga, Luciano Osbat, Salvatore Palese. Roma 1998, pp. 416 (Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, 85)

(scarica il volume - dimensione file 0,9 MB)

Connected Histories: ricerca integrata su risorse digitali di storia inglese (1500 – 1900)

Connected Histories è un nuovo strumento che consente di condurre ricerche integrate su 15 risorse digitali che contengono documenti, fonti primarie e fonti bibliografiche utili a chi conduce studi relativi alla storia inglese moderna (dal XV al XIX secolo).

Connected Histories brings together a range of digital resources related to early modern and nineteenth century Britain with a single federated search that allows sophisticated searching of namesplaces and dates, as well as the ability to save, connect and share resources within a personal workspace.

Il motore di ricerca è stato sviluppato dal Humanities Research Institute (HRI), Università di Sheffield. Il sito web è gestito dall’Institute of Historical Research di Londra. Si tratta di un progetto non-profit realizzato con il contributo del JISC.

Qui è disponibile un breve filmato di presentazione che illustra tutte le potenzialità di ricerca offerte dal sito.

Molto belli anche i percorsi di ricerca guidati, dedicati ad aree tematiche specifiche: crimine e giustizia; storia della famiglia; storia di Londra; storia imperiale e coloniale; storia locale; storia dell’istituzione parlamentare; povertà e opere di carità; storia religiosa; storia attraverso le immagini.

Riportiamo l’elenco delle risorse e delle banche dati digitali al momento interrogabili attraverso il motore di ricerca (purtroppo molte di queste risorse sono a pagamento, quindi i dati sono accessibili solo per le istituzioni che hanno sottoscritto un contratto di abbonamento):

  • British History Online: the digital library of primary and secondary sources for the history of Britain, from the Middle Ages to c.1900 (banca dati a pagamento).
  • British Museum Images: the collection provides searchable access to almost 100,000 images, relating to early modern and 19th-century Britain (free).
  • British Newspapers, 1600-1900: the most comprehensive digital historic British newspaper archive in existence, with 3 million pages of historic newspapers, newsbooks and ephemera from national and regional papers (banca dati a pagamento).
  • Charles Booth Online Archive: it provides access to guides, digitised images and maps from the Booth archive collections at the London School of Economics and Political Science and the University of London Library (free).
  • Convict Transportation Registers Database: information on more than 123,000 of the 160,000 convicts transported to Australia between 1787 and 1867 included in the Convict Transportation Registers Series (HO 11) held in The National Archives of the UK (free).
  • House of Commons Parliamentary Papers: it gives access to page images and searchable full text for over 200,000 House of Commons sessional papers and supplementary information from 1688 onwards (banca dati a pagamento).
  • John Johnson Collection of Printed Ephemera: the collection provides access to more than 67,000 scanned items from the Bodleian Library’s holdings documenting various aspects of everyday life in Britain from the 18th to the early 20th century (banca dati a pagamento).
  • John Strype’s Survey of London Online: this is a full-text electronic version of John Strype’s enormous two-volume survey of 1720, complete with its celebrated maps and plates, which depict the prominent buildings, street plans and ward boundaries of the late Stuart capital (free).
  • London Lives 1690-1800: it provides a fully searchable edition of 240,000 manuscript pages from eight London archives and 15 datasets, giving access to 3.5 million names (free).
  • Origins.net: it offers online access to some of the richest ancestral information available. The collection searchable through Connected Histories focuses on the early modern history of London (banca dati a pagamento).
  • The Proceedings of Old Bailey Online, 1674-1913: it contains accounts of the trials conducted at London’s central criminal court between 1674 and 1913; and also the Ordinary’s Accounts – detailed narratives of the lives and deaths of convicts executed at Tyburn, published between 1676 and 1772 (free).

URL: <http://www.connectedhistories.org>

 

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